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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12715/2026 del 07/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato non doversi procedere per difetto di querela in relazione al furto di energia elettrica mediante manomissione del contatore. La questione centrale era se l'energia sottratta, una volta giunta al contatore dell'utente, perda la natura di "cosa destinata a pubblico servizio" rendendo il reato procedibile a querela di parte, oppure se la sottrazione di energia dalla rete mantenga la destinazione pubblicistica e renda il reato procedibile d'ufficio.

La decisione

Il giudice d'appello ha accolto il ricorso del Procuratore generale, rilevando violazione di legge nella decisione impugnata. La Corte ha affermato che il furto di energia sottratta alla rete di distribuzione integra l'aggravante di cui all'art. 625, n. 7 cod. pen., in quanto l'energia sottratta conserva la sua destinazione a pubblico servizio indipendentemente dalla manomissione del contatore. Ne consegue la procedibilità d'ufficio. La sentenza del Tribunale è annullata e la causa rinviata al Tribunale di Catania per il giudizio di merito.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che configura il reato di furto; utilizzata come titolo di reato contestato all'imputata.

  • art. 625, comma 1, n. 7 cod. pen.

    Aggravante applicabile quando la cosa è destinata a un pubblico servizio. La Corte ha interpretato che la sottrazione di energia dalla rete di distribuzione rientra in questa aggravante, indipendentemente dal fatto che la manomissione abbia riguardato il contatore.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Ha inciso sul regime di procedibilità del furto; nella controversia è richiamato il regime introdotto da questo decreto, ma la Corte precisa che, per il furto di energia destinata a pubblico servizio, resta la procedibilità d'ufficio.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma processuale citata per delimitare l'enunciazione del motivo di ricorso; ha rilevanza formale nella definizione dei limiti del gravame presentato dal Procuratore generale.

Massime di principio

  • Il furto di energia elettrica sottratta alla rete di distribuzione è generalmente considerato furto aggravato ai sensi dell'art. 625, n. 7 cod. pen. e quindi procedibile d'ufficio, indipendentemente dalla modalità tecnica (es. manomissione del contatore).
  • La distinzione rilevante è tra l'oggetto della manomissione (il dispositivo di misurazione) e la cosa sottratta (l'energia). La manomissione del contatore è strumentale all'appropriazione dell'energia; è quest'ultima, se sottratta alla rete pubblica, ad avere natura di bene destinato a pubblico servizio.
  • Se l'azione riguarda esclusivamente il dispositivo (es. danneggiamento o furto del contatore come cosa materiale), può rendersi necessario valutare separatamente la natura del bene manomesso e la sua eventuale destinazione a pubblico servizio (caso differente da quello della sottrazione di energia).
  • In contestazioni analoghe il pubblico ministero può procedere senza querela; i giudici devono valutare la portata pubblicistica della cosa sottratta e non limitarsi a considerare la traditio contrattuale tra fornitore e utente.
  • Dal punto di vista probatorio è importante dimostrare il prelievo di energia dalla rete (es. anomalie di consumo, riscontri tecnici sull'allacciamento e sulla manomissione) per affermare l'aggravante e la conseguente procedibilità d'ufficio.
  • Una decisione che abbia escluso la procedibilità d'ufficio per motivi analoghi può essere annullata in sede di legittimità se contrasta con l'orientamento consolidato che assimilaper la sottrazione di energia alla sottrazione di una cosa destinata a pubblico servizio.

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