Cassazione Penale, Ordinanza n. 22405/2025 del 13/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo manifestamente infondato l'unico motivo relativo alla sospensione condizionale della pena. Ha quindi condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello lamentando un solo motivo: la mancata concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena. Secondo la Corte di cassazione, la censura era manifestamente infondata perché in contrasto con l'art. 164 c.p., correttamente applicato dal giudice di merito, che impedisce di concedere di nuovo il beneficio a chi ne abbia già fruito due volte in precedenza. Non emergono dal testo altri fatti di reato o ulteriori motivi di impugnazione.
Norme richiamate
art. 164 c.p.
La norma è richiamata per affermare che la sospensione condizionale della pena non può essere concessa a chi ne abbia già fruito due volte in precedenza; il diniego disposto dal giudice di merito è quindi corretto.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando censura una decisione di merito che ha applicato correttamente un divieto normativo espresso alla concessione della sospensione condizionale della pena.
- La sospensione condizionale della pena non è concedibile quando il soggetto abbia già beneficiato del medesimo beneficio per due volte, trattandosi di limite legale insuperabile per il giudice.
- Una doglianza che si ponga in palese contrasto con il dato normativo applicabile è manifestamente infondata e non può fondare un accoglimento in sede di legittimità.
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