Cassazione Penale, Sentenza n. 23037/2023 del 25/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 10/08/2022 del Tribunale della libertà di Torino che aveva confermato la custodia cautelare in carcere a carico di Leonardo Pavanati, quale rappresentante legale della Novara Calcio Spa, per i reati di bancarotta fraudolenta per distrazione di somme (capi E e F), cagionamento del dissesto con operazioni dolose consistite in indebite compensazioni reiterate (capo H) e omessi versamenti all'Erario per utilizzazione in compensazione di crediti inesistenti (art. 10-quater, comma 2, d.lvo 74/2000, capi A e B). Il ricorso per cassazione articolava cinque motivi: 1) incompetenza territoriale e vizio di motivazione sulla continuazione; 2) mancata autonoma motivazione e eccessivo uso di conversazioni intercettate non depositate; 3) mancata considerazione del ruolo di amministratore di fatto della SMI Siatem; 4) violazione dell'art. 238 legge fallimentare e carenza dei presupposti per l'iniziativa penale prima della dichiarazione di fallimento; 5) carenza motivazionale sulle esigenze cautelari, in particolare pericolo di inquinamento probatorio e utilizzo delle captazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati o generici i motivi: sul primo ha escluso che il riesame potesse sindacare connessioni con procedimenti territorialmente diversi e ha giudicato adeguata la motivazione sulla continuazione; il secondo e il terzo sono stati considerati generici per mancata specificazione degli atti e della incidenza delle intercettazioni sul quadro indiziario, mentre il Tribunale del riesame aveva richiamato altresì elementi documentali e dichiarazioni di coindagati che integrano gli indizi; il quarto è stato respinto perché l'art. 238 legge fall. consente l'iniziativa penale e l'adozione di misure cautelari prima della dichiarazione di fallimento se ricorrono i presupposti (art. 7 o gravi motivi e domanda o presentazione di istanza di fallimento); il quinto è stato ritenuto aspecifico e infondato poiché la motivazione aveva descritto concretamente il pericolo di inquinamento della prova e la sussistenza del pericolo di reiterazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 10-quater, comma 2, d.lvo 74/2000
Norma richiamata per contestare gli omessi versamenti all'Erario in relazione all'utilizzo in compensazione di crediti inesistenti; la Corte dà rilievo alla sussistenza di gravi indizi anche in presenza di indagini preliminari.
art. 238 legge fallimentare
La Corte interpreta l'art. 238 come consentente l'esercizio 'anticipato' dell'azione penale e l'adozione di misure cautelari per bancarotta prima della dichiarazione di fallimento se ricorrono le condizioni previste (art. 7 o altri gravi motivi e domanda o istanza di fallimento).
art. 7 legge fallimentare
Richiamato come condizione che, se accertata dal giudice civile e trasmessa al PM, legittima l'iniziativa penale anticipata ai fini dell'art. 238.
art. 292, comma 2, lett. c) cod. proc. pen.
Norma sulla motivazione degli atti; la Corte ha ritenuto che molti motivi del ricorrente fossero generici o aspecifici e quindi inammissibili per mancanza di autonoma e puntuale critica.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiama il limite di esposizione sintetica dei motivi in cassazione; la Corte ha ritenuto il ricorso formulato nei limiti prescritti ma comunque con motivi generici.
art. 273, comma 1, cod. proc. pen.
Riferimento alla nozione di 'gravi indizi di colpevolezza' richiesta per misure cautelari; la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la loro sussistenza.
art. 616 c.p.p.
Norma sanzionatoria applicata per la condanna alle spese e al pagamento in favore della Cassa delle ammende a motivo dell'inammissibilità del ricorso.
art. 23, comma 8, d.l. 127/2020 (e successive proroghe/modifiche)
Normativa procedurale che ha consentito la trattazione del ricorso senza intervento delle parti; la Corte ha proceduto ai sensi di tale disciplina.
Massime di principio
- Il giudice del riesame in sede 'de libertate' non può estendere la propria valutazione a reati o procedimenti sottoposti alla cognizione di giudici territorialmente diversi: le valutazioni di continuazione con procedimenti diversi sono precluse in questa sede.
- In cassazione i motivi devono essere specifici e collegati in modo chiaro alla motivazione impugnata; censure generiche o ripetitive rispetto ai gradi precedenti sono dichiarate inammissibili.
- L'art. 238 della legge fallimentare consente all'autorità giudiziaria e al pubblico ministero di svolgere indagini e richiedere misure cautelari prima della dichiarazione di fallimento quando sussistono i presupposti dell'art. 7 o altri gravi motivi e sia esistente o presentata domanda di fallimento.
- La mera invocazione dell'inutilizzabilità di intercettazioni è insufficiente in cassazione: bisogna indicare gli atti specificamente viziati e demonstrarne l'incidenza decisiva sul complesso indiziario.
- Per l'applicazione della custodia cautelare possono concorrere multiple esigenze cautelari autonome (pericolo di inquinamento delle prove e pericolo di reiterazione): la critica ad una sola ratio decidendi è insufficiente se l'altra resta integra.
- La condanna alle spese e alle ammende può essere disposta quando il ricorso sia ritenuto manifestamente infondato o inammissibile per colpa del ricorrente.
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