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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33469/2024 del 03/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza per nullità ai sensi dell'art. 606, lett. b) c.p.p., denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 380, 382 e 391 c.p.p. relativamente alla sussistenza della flagranza. Si censura l'arresto eseguito dopo il trattenimento da parte della persona offesa e l'intervento della polizia avvenuto circa mezz'ora dopo, sostenendo l'assenza di riscontri diretti da parte degli operanti e l'impossibilità di configurare la cd. "quasi-flagranza".

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto legittimo l'arresto: la persona offesa, con l'aiuto di amici, ha mantenuto il contatto con l'autore del furto bloccandolo e recuperando la busta, e la pattuglia della Polizia locale ha osservato la fase finale dell'inseguimento e ha proceduto all'arresto. La fattispecie è stata ricondotta alla prima parte dell'art. 383 c.p.p. (autore "colto" nell'atto) e, comunque, alla seconda parte dell'art. 382, comma 1 (inseguimento subito dopo il reato con tracce o elementi che mostrano la responsabilità). La Corte ha richiamato giurisprudenza consolidata secondo cui è sufficiente la percezione diretta dell'inseguimento da parte degli agenti per legittimare l'arresto se l'inseguimento è immediato. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 606, lett. b) c.p.p.

    art. 606, lett. b) c.p.p.

    Norma che disciplina il motivo di ricorso per violazione di legge in Cassazione; è stata utilizzata come titolo di censura ma la Corte ha ritenuto infondata la denuncia di nullità.

  • art. 383 c.p.p.

    prima parte dell'art. 383 c.p.p.

    La Corte ha ritenuto applicabile la prima parte: l'arresto è legittimo quando l'autore è "colto" nell'atto di commettere il reato, qui realizzato perché la vittima e gli amici hanno bloccato il reo fino all'arrivo della polizia.

  • art. 382 c.p.p., comma 1

    La Corte ha ritenuto applicabile anche la seconda ipotesi (inseguimento subito dopo il reato): è sufficiente che chi procede all'arresto abbia percepito direttamente l'inseguimento o la situazione fattuale collegata al reato, anche se non ha assistito personalmente alla fase iniziale del delitto.

  • art. 380 c.p.p.

    Richiamato nella discussione sulla valutazione della flagranza; la Corte lo ha considerato nel contesto degli accertamenti sulla sussistenza dello stato di flagranza e della legittimità dell'arresto.

  • art. 391 c.p.p.

    Citato nel ricorso e nella motivazione come normativa rilevante per le garanzie procedurali; la Corte non ha ritenuto violata la disciplina richiamata.

Massime di principio

  • L'arresto operato dal privato è legittimo quando l'autore è "colto" nell'atto o quando, subito dopo il reato, è inseguito e bloccato mediante elementi o tracce che ne dimostrano la responsabilità.
  • La cosiddetta "quasi-flagranza" è applicabile se l'inseguimento dell'indagato avviene immediatamente dopo il reato e la polizia giudiziaria ha percezione diretta dell'inseguimento o della situazione fattuale collegata al reato; non è necessario che la polizia abbia visto il reato dall'inizio.
  • Le sole segnalazioni della vittima o di terzi non sono sufficienti se l'autorità che arresta non ha una percezione autonoma e immediata della situazione; è invece rilevante che chi procede all'arresto abbia constatato direttamente, anche nella fase finale, l'inseguimento o il contatto con il reo.
  • La continuità temporale e il mantenimento del contatto con l'autore (es. blocco da parte della vittima e di amici fino all'arrivo della polizia) rafforzano la legittimità dell'arresto in flagranza anche se l'intervento degli organi di polizia avviene nei momenti successivi.
  • In situazioni simili, chi intende impugnare un arresto dovrà dimostrare la perdita di contatto immediato, un ritardo ingiustificato tale da interrompere il nesso con il fatto, o l'assenza di qualsiasi percezione diretta da parte di chi ha materialmente effettuato l'arresto.

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