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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08747/2025 del 02/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento IMU per l'annualità 2013 emesso da un comune su più particelle di terreno. La società contribuente ha impugnato l'avviso contestando, tra l'altro, la debenza dell'IMU su aree che riteneva non edificabili per la presenza di vincoli paesaggistici e ambientali, in particolare vincoli del piano paesaggistico regionale e dell'area protetta "Riserva del Parco della Sughereta"; ha inoltre dedotto che alcune aree erano state già espropriate o comunque non erano più nella sua disponibilità, con conseguente mancanza del presupposto soggettivo dell'imposta; in subordine ha contestato la quantificazione del valore imponibile. Il comune, oltre a difendersi nel merito, ha proposto ricorso incidentale deducendo il mancato riconoscimento del giudicato esterno relativo ad altra sentenza favorevole e sostenendo l'edificabilità di ulteriori aree destinate dal PRG a parco pubblico/zona N.

La decisione

La Corte ha accolto il secondo, terzo, quarto e quinto motivo del ricorso principale e il secondo motivo del ricorso incidentale; ha respinto il primo motivo del ricorso principale sul giudicato esterno e ha dichiarato assorbito il sesto motivo del ricorso principale. La sentenza impugnata è stata cassata in relazione ai motivi accolti, con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. In sostanza, la Corte ha ritenuto errata la decisione di merito nella parte in cui aveva affermato l'edificabilità/imponibilità di alcune aree e non aveva esaminato compiutamente la dedotta perdita del possesso per esproprio, mentre ha escluso che il giudicato invocato potesse estendersi all'annualità 2013.

Norme richiamate

  • art. 380-bis c.p.c.

    memoria depositata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.

    richiamato solo per la trattazione in camera di consiglio e per la richiesta di pubblica udienza, poi respinta

  • art. 2909 c.c.

    richiamato in relazione al giudicato esterno; la Corte ribadisce che il giudicato su annualità diverse non si estende automaticamente ai tributi periodici quando incidano elementi variabili

  • art. 360, primo comma, n. 3), c.p.c.

    base dei motivi di ricorso per violazione di legge

  • art. 360, primo comma, n. 4), c.p.c.

    base dei motivi di ricorso per nullità/omessa motivazione e omessa pronuncia

  • art. 13 del d.l. n. 201/2011

    richiamato quale norma impositiva IMU, da interpretare in coordinamento con la disciplina sulle aree fabbricabili

  • artt. 1 e 2 del d.lgs. n. 504/1992

    norme centrali sulla nozione di area fabbricabile e sul presupposto impositivo ICI/IMU; la Corte ne dà una lettura ampia fondata sulla potenzialità edificatoria

  • art. 142 lett. c) e g) del d.lgs. n. 42/2004

    vincoli paesaggistici da distinguere dai vincoli assoluti di inedificabilità; se non assoluti incidono sul valore, non escludono l'imponibilità

  • art. 145 del d.lgs. n. 42/2004

    le prescrizioni del piano paesaggistico prevalgono sugli strumenti urbanistici comunali; se impongono inedificabilità assoluta, escludono la natura edificabile del suolo

  • art. 35 del PTPR della Regione Lazio

    richiamato come vincolo paesaggistico/ambientale che, secondo la Corte, va verificato nella sua effettiva portata ai fini dell'inedificabilità assoluta

  • art. 38 del PTPR della Regione Lazio

    richiamato come disciplina paesaggistica che va confrontata con la nozione di vincolo assoluto o meramente conformativo

  • art. 8 del d.lgs. n. 23/2011

    richiamato dalla ricorrente sul presupposto soggettivo dell'IMU

  • art. 9 del d.lgs. n. 23/2011

    richiamato dalla ricorrente sul presupposto soggettivo dell'IMU

  • art. 3 del regolamento IMU dell'ente impositore

    invocato dalla contribuente per sostenere la mancanza del presupposto soggettivo

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato per censurare l'omessa pronuncia/mancata rideterminazione dell'imponibile

  • art. 35, comma 3, d.lgs. n. 546/1992

    richiamato in tema di decisione e motivazione nel processo tributario

  • D.P.R. n. 327/2001, art. 3, comma 1, lett. c) e d)

    richiamato dalla ricorrente con riferimento a vincoli preordinati all'esproprio per opere pubbliche

  • art. 360, primo comma, n. 3), c.p.c.

    base dei motivi del ricorso incidentale sulla disciplina delle aree fabbricabili e del giudicato

  • art. 360, primo comma, n. 4), c.p.c.

    richiamato per l'omessa pronuncia/omessa motivazione

  • art. 2 del d.lgs. n. 504/1992

    la Corte vi ricava la nozione ampia di area edificabile, legata anche alla mera possibilità effettiva di costruzione

  • art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 504/1992

    richiamato in chiave sistematica per la qualificazione fiscale dei suoli

  • art. 1, comma 2, lett. b), del d.lgs. n. 504/1992

    richiamato per affermare che il terreno è edificatorio anche quando l'edificabilità risulti dagli strumenti urbanistici o vi siano possibilità effettive di costruzione

Massime di principio

  • Nel processo tributario, il giudicato esterno su annualità diverse di imposte periodiche opera solo se riguarda fatti costitutivi stabili o tendenzialmente permanenti; non si estende automaticamente a elementi variabili nel tempo, come la concreta edificabilità del terreno.
  • Ai fini IMU/ICI, la nozione di area edificabile è ampia e non coincide con la sola edilizia residenziale: un terreno è fabbricabile quando esistono possibilità effettive di costruzione, secondo gli strumenti urbanistici o la concreta vocazione edificatoria.
  • I vincoli paesaggistici o di destinazione non escludono di per sé l'edificabilità; solo i vincoli di inedificabilità assoluta, che impediscano qualsiasi trasformazione rilevante anche al privato, sottraggono l'area al regime dei suoli edificabili.
  • Le prescrizioni dei piani paesaggistici prevalgono sulla pianificazione comunale; tuttavia, per escludere l'imponibilità occorre verificare se il vincolo renda il suolo inedificabile in assoluto o incida soltanto sul valore venale e sulla base imponibile.
  • Le aree destinate a servizi pubblici, verde pubblico o attrezzature di servizio restano imponibili se l'intervento edificatorio è realizzabile anche ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata; l'inedificabilità si configura solo se l'intervento è riservato esclusivamente alla pubblica amministrazione o preordinato all'esproprio.
  • Il giudice di merito deve esaminare specificamente le deduzioni del contribuente sulla perdita del possesso o sull'espropriazione dell'area: la motivazione è insufficiente se non risponde alle contestazioni relative alla mancanza del presupposto soggettivo dell'imposta.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioGiurisdizioneImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

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