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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28295/2024 del 15/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto appello per due motivi: 1) violazione di legge per la mancata rinnovazione del decreto di citazione in appello; 2) eccezione di intervenuta estinzione del reato per prescrizione, con riferimento al periodo intercorso tra la sentenza di primo grado (15/07/2015) e il primo atto interruttivo successivo (decreto di citazione per appello emesso il 18/08/2023). Il termine di prescrizione applicabile è stato computato in sei anni e otto mesi, scaduto il 15/03/2022, anteriore dunque all'atto interruttivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo (prescrizione) e per questo ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. L'accoglimento della doglianza sulla prescrizione ha assorbito il primo motivo, il quale peraltro non risultava manifestamente infondato. La Corte ha richiamato la giurisprudenza sulla ammissibilità del ricorso per cassazione che deduce l'estinzione per prescrizione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p., e ha escluso la sussistenza dei presupposti per una pronuncia ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p.

Norme richiamate

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b)

    La norma consente come motivo di ricorso in cassazione la deduzione dell'estinzione del reato per prescrizione; la Corte ricorda che tale doglianza è ammissibile anche come unico motivo.

  • codice di procedura penale, art. 129, comma 2

    La norma disciplina particolari ipotesi connesse alla pronuncia nonostante questioni di estinzione; la Corte ha rilevato che non emergono nei fatti i presupposti per applicare questa disposizione, pertanto la prescrizione opera.

  • Sezioni Unite, sent. n. 12602 del 17/12/2015 (Ricci), Rv. 266819-01

    Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015, dep. 2016, Ricci, Rv. 266819-01

    Giurisprudenza richiamata per affermare l'ammissibilità del ricorso per cassazione volto a far valere l'estinzione del reato per prescrizione, anche se proposto con un unico motivo.

Massime di principio

  • La prescrizione maturata nel periodo intercorrente tra la sentenza di primo grado e il primo atto interruttivo successivo estingue il reato se l'atto interruttivo è successivo alla scadenza del termine prescrizionale.
  • Il decreto di citazione per il giudizio d'appello costituisce atto interruttivo rilevante ai fini del computo della prescrizione; la data effettiva di emissione va verificata con attenzione.
  • In cassazione è ammissibile dedurre l'estinzione del reato per prescrizione anche con un unico motivo (art. 606, comma 1, lett. b)), e tale motivo, se fondato, assorbe gli altri motivi di impugnazione.
  • Se la prescrizione è accertata, la sentenza di merito viene annullata senza rinvio per estinzione del reato; non è quindi necessario rinviare il giudizio a nuovi accertamenti di merito.
  • La parte resistente può tentare di opporsi alla declaratoria di estinzione dimostrando la sussistenza dei presupposti derogatori (ad es. ipotesi previste dall'art. 129, comma 2), ma in assenza di elementi probatori tali presupposti non possono essere ritenuti sussistenti.
  • In fattispecie analoghe è fondamentale controllare tutte le date processuali rilevanti e gli atti interruttivi per calcolare correttamente il decorso della prescrizione e verificare eventuali sospensioni o interruzioni.

Testo integrale

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