Cassazione Penale, Sentenza n. 24529/2024 del 20/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale sui reati tributari (art. quater d.lgs. n.74/2000) collegati a un procedimento per associazione di stampo mafioso (art. 416 bis c.p.) pendente a Brescia. Il GUP di Milano aveva dichiarato l'incompetenza territoriale per i capi relativi a violazioni fiscali, ritenendo sussistente il nesso teleologico con il procedimento bresciano; il GUP di Brescia ha poi sollevato conflitto negativo sostenendo che, non essendo stata contestata l'aggravante del "finalismo mafioso" (art. 416 bis, comma 1), la competenza per i reati tributari resta nel luogo di consumazione (Milano). La questione centrale era se la mancata contestazione dell'aggravante precluda l'individuazione del nesso teleologico ai fini della competenza.
La decisione
Il Collegio ha dichiarato fondato il conflitto e ha affermato la competenza del GUP del Tribunale di Brescia. La Corte ha ritenuto che la mancata contestazione dell'aggravante prevista dall'art. 416 bis, comma 1, non è dirimente ai fini della connessione teleologica prevista dall'art. 12, comma 1, lett. c) c.p.p.; va invece valutato se, sul piano processuale, i reati tributari costituiscano reati-mezzo funzionali alla prosecuzione e alla permanenza dell'associazione mafiosa (reato permanente). Alla luce dei precedenti (Sez. Un. 2017 e Sez. I 2023) e della ricostruzione fattuale — in cui la contestazione associativa indica espressamente la strumentalità tra attività dell'associazione e commissione dei reati tributari — è stata riconosciuta la connessione teleologica e attratta la competenza territoriale a Brescia ai sensi dell'art. 16 c.p.p.; gli atti sono stati disposti in trasmissione al GUP di Brescia.
Norme richiamate
art. quater d.lgs. n.74 del 2000
Individua i reati tributari puniti; qui sono i fatti-reato oggetto del procedimento e valutati in relazione alla loro possibile funzione rispetto all'associazione mafiosa.
art. 416 bis c.p.
Delitto di associazione di stampo mafioso; è il reato principale nel procedimento pendente a Brescia rispetto al quale si valuta la connessione teleologica dei reati tributari.
art. 416 bis, comma 1 c.p. (circostanza aggravante di finalismo)
La mancata contestazione di tale aggravante non impedisce, secondo il Collegio e la giurisprudenza citata, di riconoscere il nesso teleologico ai fini della competenza; non è requisito necessario per l'attrazione della competenza.
art. 12, comma 1, lett. c) c.p.p.
Prevede la connessione teleologica fra reati (quando un reato è commesso per eseguire o agevolare un altro) come causa di spostamento della competenza territoriale; applicata qui per valutare se i reati tributari siano reati-mezzo rispetto all'associazione mafiosa.
art. 16 c.p.p.
Norma che disciplina l'attrazione della competenza quando esiste connessione fra procedimenti; utilizzata per trasferire la competenza territoriale dei reati tributari al tribunale dove è pendente il procedimento associativo.
Sez. Unite, sent. n. 53390/2017
Principio di diritto richiamato: la connessione teleologica non richiede identità soggettiva degli autori; è necessario accertare che l'autore del reato-mezzo abbia oggettivamente finalizzato la propria condotta alla commissione o all'occultamento di altro reato, su base processuale.
Sez. I, sent. n. 48560 del 4.7.2023 (rv 285461-03)
Ribadisce il principio delle Sez. Unite e specifica che, nel caso di reato permanente come l'associazione mafiosa, le condotte che consentono la prosecuzione dell'associazione concretizzano il nesso teleologico e possono attrarre la competenza.
Massime di principio
- La mancata contestazione di una circostanza aggravante (es. finalismo mafioso) non impedisce automaticamente di riconoscere la connessione teleologica ai fini della competenza: la valutazione va fatta sul terreno processuale e fattuale, non limitandosi alla formulazione dell'imputazione.
- Per applicare l'art. 12, comma 1, lett. c) c.p.p. occorre verificare se i reati contestati costituiscono reati-mezzo funzionali alla realizzazione o alla perpetuazione di un reato-fine (es. associazione mafiosa); nei reati permanenti la funzione di sostegno/finanziamento alla 'permanenza' dell'associazione è elemento molto rilevante.
- Non è necessaria l'identità degli autori dei reati perché sussista connessione teleologica; è invece necessario accertare che l'autore del reato-mezzo abbia avuto presente l'effettiva finalizzazione della sua condotta.
- In caso di conflitto di competenza tra giudici, la verifica si concentra sul nesso funzionale tra contestazioni e sul perimetro processuale complessivo: se risulta che i reati tributari servono alla sopravvivenza/finanziamento dell'associazione, la competenza può essere attratta dal foro dove è pendente il procedimento associativo.
- Quando si valuta la competenza territoriale, è opportuno esaminare le risultanze investigative e le contestazioni espresse nel capo associativo (menzione della strumentalità o della strumentalizzazione di condotte economiche/tributarie rafforza la ricostruzione della connessione).
- In situazioni analoghe, i difensori e il P.M. dovrebbero focalizzarsi su prove e circostanze che dimostrino la funzione 'utilitaria' delle condotte (flussi finanziari, reinvestimenti, direzione/gestione economica) per capire se è configurabile la connessione teleologica che consente l'attrazione della competenza.
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