Cassazione Penale, Sentenza n. 16048/2024 del 17/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva riformato la condanna di primo grado per rapina aggravata e aveva assolto l'imputato. Il Procuratore generale denunciava vizio di manifesta illogicita e contraddittorieta della motivazione per omissione di valutazione di elementi indiziari e travisamento degli stessi; censurava la modalita di assunzione delle dichiarazioni dei testi (contestando che fosse stato escusso soltanto un testimone anziche entrambi) e la valutazione delle discrepanze tra le dichiarazioni rese in s.i.t. e in dibattimento; lamentava inoltre la mancata considerazione dei riconoscimenti compiuti dai testi durante le indagini.
La decisione
La Corte di legittimita ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha rilevato che dalla sentenza impugnata risulta che entrambi i testimoni (Simioana Valentin e Mihai Alexandru) sono stati escussi mediante videocollegamento, sconfessando l'affermazione del Procuratore generale secondo cui era stato ascoltato solo un teste. La Suprema Corte ha ritenuto che le censure esposte consistessero in una diversa valutazione della prova non consentita in sede di legittimita, e che la motivazione della Corte di appello non fosse mancante, contraddittoria o manifestamente illogica. P.Q.M. ha dichiarato inammissibile il ricorso.
Norme richiamate
art. 512 cod. proc. pen.
deposizioni acquisite ai sensi dell'art. 512 c.p.p. per sopravvenuta irreperibilita dei testi
Le dichiarazioni rese in sede di immediata rilevazione sono state utilizzate come risultanza probatoria; la Corte di appello ha comunque rinnovato l'istruttoria escutendo i testi via videocollegamento, conformemente alle garanzie procedurali
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (richiami in sentenza)
Sez. 2, Sent. n. 9106 del 12/02/2021; Sez. 2, Sent. n. 5730 del 20/09/2019; Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015
Ribadiscono il principio per cui la Cassazione non puo sostituirsi ai giudici di merito nella valutazione delle prove; sono inammissibili i ricorsi che si limitano a proporre una diversa lettura della persuasivita o attendibilita delle prove, salvo vizio di legge o manifesta illogicita della motivazione
Massime di principio
- La Corte di Cassazione valuta soprattutto profili di legittimita e non puo rivedere liberamente la valutazione di fatto compiuta dai giudici di merito; un ricorso che propone solo una diversa interpretazione delle risultanze probatorie e destinato all'inammissibilita
- L'escussione dei testi mediante videocollegamento, anche a seguito di Ordine Europeo di Indagine, e idonea a rinnovare l'istruttoria e ad integrare la prova testimoniale, purche risultino atti che attestino l'effettiva audizione
- In presenza di discrepanze tra deposizioni rese in momenti diversi, occorre valutare le modalita di acquisizione (lingua, interprete, contesto): divergente formulazione non implica automaticamente inattendibilita del testimone se le differenze sono spiegabili
- I riconoscimenti compiuti in fase investigativa assumono rilievo, ma la loro valutazione compete ai giudici di merito; per impugnare con successo occorre dimostrare errori di diritto o una motivazione manifestamente illogica
- Perche un ricorso in Cassazione abbia chance, le doglianze devono indicare vizi di diritto o motivazionali evidenti (omissione, contraddittorieta manifesta, violazione di norme procedurali), non solo disaccordo sulla valutazione probatoria
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