Cassazione Civile, Ordinanza n. 13873/2025 del 25/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia nasce dall’impugnazione, da parte del contribuente e dell’associazione sportiva dilettantistica, di un avviso di irrogazione sanzioni emesso per omesso versamento dell’IVA relativa agli anni d’imposta 2010 e 2011. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso; l’Agenzia delle Entrate aveva proposto appello, ma la CTR del Lazio aveva confermato la decisione di primo grado ritenendo che la sanzione dovesse essere irrogata contestualmente all’avviso di accertamento IVA, a pena di nullità, e che comunque dovesse essere recuperata mediante iscrizione a ruolo e cartella di pagamento entro il termine di decadenza. In Cassazione l’Agenzia ha dedotto la violazione degli artt. 17, commi 1 e 3, e 16 del d.lgs. n. 472/1997, sostenendo che la sanzione poteva essere legittimamente irrogata con atto separato, purché contestuale all’avviso di accertamento, e che non vi era alcun obbligo di procedere solo mediante cartella di pagamento. La resistente ha contrastato il ricorso con unico controricorso.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto manifestamente fondato il motivo: il procedimento di irrogazione delle sanzioni e quello di accertamento del tributo sono autonomi e non sovrapponibili; le sanzioni collegate al tributo possono essere irrogate sia unitamente all’avviso di accertamento sia con atto autonomo, purché contestuale all’avviso di accertamento o di rettifica, e l’obbligo di motivazione riguarda l’atto sanzionatorio, a pena di nullità. Inoltre, ha escluso che, nel caso concreto, l’Ufficio dovesse necessariamente agire tramite iscrizione a ruolo e cartella di pagamento, poiché il regime agevolato IVA dell’associazione escludeva il presupposto della mera liquidazione su dichiarazione da versare. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio per nuovo esame.
Norme richiamate
art. 17, comma 1, d.lgs. n. 472/1997
"le sanzioni collegate al tributo cui si riferiscono sono irrogate, senza previa contestazione ... con atto contestuale all'avviso di accertamento o di rettifica"
consente l’irrogazione delle sanzioni collegate al tributo con atto contestuale all’avviso di accertamento o di rettifica, senza necessità di previa contestazione; l’atto deve essere motivato a pena di nullità.
art. 17, comma 3, d.lgs. n. 472/1997
prevede, per talune sanzioni collegate al tributo, la possibilità di irrogazione mediante iscrizione a ruolo senza preventiva contestazione, in un regime ancora più semplificato rispetto al comma 1.
art. 16 d.lgs. n. 472/1997
viene richiamato per il rapporto di autonomia rispetto al procedimento di irrogazione delle sanzioni collegate al tributo, che può derogare alla regola generale.
art. 13 d.lgs. n. 471/1997
l’omesso versamento del tributo è qualificato come violazione strutturalmente collegata all’imposta non versata.
art. 74, comma 6, d.P.R. n. 633/1972
il regime agevolativo IVA applicato dall’associazione comportava detrazione forfettaria del 50% ed esonero dall’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
costituisce il parametro del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di norme di diritto.
Massime di principio
- Il procedimento di accertamento del tributo e il procedimento di irrogazione delle sanzioni amministrative tributarie sono autonomi e disciplinati in modo non sovrapponibile.
- Le sanzioni collegate al tributo possono essere irrogate con atto autonomo, purché contestuale all’avviso di accertamento o di rettifica, oppure, nei casi previsti, mediante iscrizione a ruolo senza preventiva contestazione.
- La nullità prevista dall’art. 17 del d.lgs. n. 472/1997 riguarda la mancanza di motivazione dell’atto sanzionatorio, non l’asserita necessità che la sanzione sia contenuta necessariamente nello stesso avviso di accertamento.
- Ai fini della nozione di sanzione collegata al tributo rilevano le violazioni sostanziali che incidono sulla determinazione o sul pagamento dell’imposta, non le mere violazioni formali che pregiudicano solo l’attività di controllo.
- In tema di omesso versamento, la sanzione è tipicamente collegata al tributo non versato e può essere gestita nel quadro procedimentale semplificato previsto dalla disciplina sanzionatoria tributaria.
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