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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31489/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Caltanissetta del 25/01/2021 che aveva confermato la responsabilità penale per furto in abitazione (fatto del 17/10/2018) consistente nella sottrazione di materiale ferroso dall'agriturismo di proprietà di Cataldo Falzone. Il ricorso di Li Calzi è stato seguito dalla richiesta di annullamento senza rinvio per estinzione del reato a causa del decesso dell'imputato; il ricorso di Lazzaro contestava la valutazione probatoria (sostenendo che la condanna si basa soltanto sulla dichiarazione della persona offesa e su elementi fotografici contraddittori), chiedeva la derubricazione in furto semplice (non procedibile per difetto di querela), la esclusione della recidiva e la concessione della sospensione condizionale della pena.

La decisione

Per Li Calzi: accertato il decesso documentato con certificato (16/11/2021), la Corte di Cassazione ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per estinzione del reato ex art. 150 cod. pen. Per Lazzaro: il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il primo motivo di Lazzaro (sulla responsabilità) è ritenuto mera riproposizione delle doglianze già disattese in appello e quindi non riesaminabile in cassazione; gli altri motivi sono inammissibili perché non proposti in sede d'appello. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna alle spese processuali e l'obbligo di versare la somma di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 150 cod. pen.

    L'intervenuto decesso dell'imputato estingue il reato e comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna nei confronti del deceduto.

  • Sez. 2, n. 13826 del 17/02/2017 (giurisprudenza)

    In cassazione non possono essere sollevate questioni che non siano state devolute alla cognizione del giudice di appello; cioè non si può dedurre quanto non è stato proposto o valutato in sede di gravame.

  • Corte cost. sent. n. 186/2000 (giurisprudenza costituzionale)

    In presenza di inammissibilità del ricorso, se non sussiste assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere disposta la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria.

Massime di principio

  • La morte dell'imputato estingue il reato e impone l'annullamento senza rinvio della sentenza per quel soggetto (applicazione art. 150 c.p.).
  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti né riforma la valutazione probatoria compiuta dal giudice di merito se la ricostruzione è congrua, logica e coerente con le risultanze processuali; le critiche che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili.
  • Questioni non sollevate in appello non possono essere proposte per la prima volta in cassazione: va rispettato il principio della devoluzione critica al giudice del gravame.
  • La mera riproposizione di doglianze già decise negativamente in appello comporta inammissibilità del ricorso per cassazione.
  • In caso di inammissibilità del ricorso e in assenza di giustificato motivo, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria (cassa delle ammende).
  • Contestazioni basate su elementi materiali (es. rilievi fotografici) devono essere sollevate e sviluppate in sede d'appello per poter essere valutate in Cassazione; altrimenti restano non devolute.

Testo integrale

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