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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17894/2023 del 28/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di sostituzione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il provvedimento cautelare era stato adottato per l'illegale detenzione di numerose armi e munizioni da guerra. Il difensore ha dedotto difetto di motivazione, ritenendo che il Tribunale abbia formulato una prognosi negativa sulla base esclusiva della contestazione, senza considerare elementi a favore del ricorrente quali: sequestro delle armi, esito negativo di una perquisizione in un appartamento in Sardegna, la resipiscenza dell'imputato, il tempo già scontato in detenzione che avrebbe indotto alla confessione, la chiusura delle indagini e l'accordo per patteggiamento, nonché il peggioramento dello stato di salute durante la detenzione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato il rigetto, osservando che la richiesta era una reiterazione di analoga istanza presentata circa un mese prima e che le uniche novità (accordo per patteggiamento e dichiarazione confessoria) non erano idonee a modificare il quadro di gravità indiziaria e di pericolosità cautelare. Il Tribunale aveva inoltre rilevato l'assenza di informazioni sulla provenienza e sui canali di approvvigionamento delle armi, con conseguente rischio concreto di reiterazione criminosa e idoneità della misura carceraria. Per tali ragioni il giudizio della Corte ha escluso vizi di motivazione tali da consentire il sindacato di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende; la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 94, comma 1-ter, disposizioni attuative codice di procedura penale

    La disposizione è richiamata per gli adempimenti di cancelleria a seguito della dichiarazione di inammissibilità; in sostanza ordina le comunicazioni e gli adempimenti consequenziali all'esito negativo del reclamo/ricorso cautelare, come previsto dalla disciplina processuale.

Massime di principio

  • Le istanze cautelari reiterate in breve tempo, senza elementi di novità significativi e concreti, hanno scarse probabilità di successo: il giudice può ritenere non sufficienti le stesse argomentazioni già valutate in precedenza.
  • La mera prospettazione difensiva che non introduca prove nuove e rilevanti non può essere trasformata in vizio di motivazione: il controllo di legittimità non sostituisce la valutazione di merito operata dal giudice del merito.
  • La quantità, la qualità e l'ignota provenienza di armi e munizioni costituiscono elementi forti ai fini della valutazione del pericolo di reiterazione e possono giustificare la permanenza della custodia cautelare in carcere anche se la residenza proposta per gli arresti domiciliari è lontana dal luogo del reato.
  • Elementi favorevoli all'imputato (sequestro delle armi, esito negativo di perquisizioni, resipiscenza, accordo di patteggiamento, deterioramento della salute) devono essere documentati e concreti per incidere sulla prognosi cautelare; se rimangono affermazioni generiche o non supportate da prove possono non prevalere sulla gravità indiziaria.
  • Se il ricorso si limita a una diversa valutazione del materiale probatorio (c.d. censura di merito) senza evidenziare vizi giuridici o di motivazione, può essere dichiarato inammissibile.

Testo integrale

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