Cassazione Penale, Sentenza n. 49274/2023 del 11/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza relativo alla individuazione del giudice chiamato a decidere sulla richiesta di giudizio immediato avanzata dal pubblico ministero nei confronti di Alberto Del Cuoco per il reato di cui all'art. 612, comma 2, c.p.; la questione nasce dopo le modifiche introdotte dal d.lgs. 10/10/2022 n.150 (art. 558-bis c.p.p.) che hanno esteso il rito immediato anche ai reati a citazione diretta, determinando incertezza su quale giudice (GIP o giudice dell'udienza predibattimentale/giudice del dibattimento) sia competente a valutare l'ammissione del rito immediato
La decisione
Il conflitto è stato dichiarato sussistente e risolto affermando la competenza del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli. La Corte ha ritenuto che l'art. 558-bis, pur rinviando alle norme sul giudizio immediato ordinario, non abbia modificato la regola ordinaria di competenza; la decisione sull'ammissibilità del rito immediato è endoprocessuale e appartiene alla fase delle indagini preliminari, dunque è di competenza del GIP. Si è richiamata giurisprudenza precedente (tra cui Sez. U. Squicciarino) e si è osservato l'assenza di una disposizione che attribuisca la competenza al giudice dell'udienza predibattimentale. L'estratto della sentenza deve essere comunicato ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e notificato alle parti private ai sensi dell'art. 32, comma 2, c.p.p.
Norme richiamate
art. 28 cod. proc. pen.
Disciplina il conflitto di competenza; la situazione di stasi dovuta al diniego reciproco di cognizione è ricondotta a uno dei casi previsti dall'articolo e la risoluzione è rimessa alla Corte di Cassazione
art. 30 cod. proc. pen.
Norma collegata alla disciplina del conflitto di competenza e alle sue modalità di soluzione
art. 558-bis cod. proc. pen.
Introdotto dal d.lgs. 10/10/2022 n.150; estende il giudizio immediato anche ai reati a citazione diretta e rinvia, per quanto compatibile, alle disposizioni del titolo IV del libro sesto; la Corte interpreta il rinvio come estensione del rito ordinario senza creare un rito diverso e senza modificare la regola ordinaria di competenza affidata al GIP
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Ha introdotto l'art. 558-bis e le modifiche correlate alla fase dibattimentale (es. udienza predibattimentale), determinando la questione interpretativa sulla competenza per l'ammissione del rito immediato
art. 554-bis cod. proc. pen.
Regola l'udienza predibattimentale; citato per evidenziare che, pur disciplinando il giudice dell'udienza predibattimentale, non contiene norma specifica che attribuisca a quel giudice la competenza sulla richiesta di giudizio immediato per reati a citazione diretta
art. 554-ter cod. proc. pen.
Disciplina compiti relativi all'udienza predibattimentale; la Corte osserva l'assenza di un rinvio esplicito di competenza in relazione al rito immediato
art. 459 cod. proc. pen.
Attribuisce al GIP la decisione sull'istanza di emissione del decreto penale di condanna, richiamata per mostrare la competenza del GIP anche per atti relativi a reati per i quali non è prevista l'udienza preliminare
art. 464 cod. proc. pen.
Richiamato per analogia sul ruolo del GIP nei riti alternativi e nelle opposizioni, a conferma della sua competenza nella fase delle indagini preliminari
art. 557 cod. proc. pen.
Richiamato quale norma del sistema dei riti e dell'intervento del GIP; utile a sostenere la coerenza sistematica della competenza del GIP
art. 32, comma 2, cod. proc. pen.
Stabilisce le modalità di comunicazione dell'estratto della decisione sul conflitto ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e la notifica alle parti private
Giurisprudenza: Sez. 1, 16/06/2023, n. 31927
Precedente della Corte richiamato come conforme, che aveva già risolto analoghi conflitti affermando la competenza del GIP
Giurisprudenza: Sez. U, Sent. n. 42979 del 26/06/2014 (Squicciarino)
Richiamata per la qualificazione del decreto di giudizio immediato come atto endoprocessuale strumentale alla fase dibattimentale e per sottolineare che la valutazione sull'ammissione del rito è propria della fase delle indagini preliminari
Massime di principio
- Quando l'art. 558-bis c.p.p. estende il giudizio immediato ai reati a citazione diretta, la decisione sull'ammissione del rito rimane nella fase delle indagini preliminari e, in assenza di norma contraria, è di competenza del GIP
- L'assenza di una norma espressa che attribuisca la competenza al giudice dell'udienza predibattimentale implica il mantenimento della regola ordinaria di competenza a favore del GIP
- La richiesta di giudizio immediato va considerata un atto d'impulso dell'azione penale con natura endoprocessuale: valutare la sua ammissibilità è controllo tipico del giudice delle indagini preliminari
- In caso di diniego reciproco di cognizione da parte di due giudici (stasi processuale), deve essere sollevato e risolto il conflitto di competenza ai sensi degli artt. 28 e 30 c.p.p., con possibile intervento della Corte di Cassazione
- Per evitare conflitti, il pubblico ministero e gli uffici giudiziari dovrebbero conformarsi all'interpretazione prevalente (competenza del GIP) salvo diversa disposizione normativa esplicita
- Se il legislatore intendeva trasferire la competenza decisionale sull'ammissione del rito immediato al giudice dell'udienza predibattimentale, ciò doveva essere previsto espressamente nella disciplina di riforma
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