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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31522/2026 del 18/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputati)

La controversia

La vicenda riguarda il fallimento di una società a responsabilità limitata, dichiarato il 15 novembre 2019, già amministrata a vario titolo dagli imputati. Secondo l'imputazione, nel 2018 la società avrebbe ceduto sostanzialmente l'intera attività, consistente nell'esercizio di un centro commerciale, a un'altra società riconducibile ad alcuni degli imputati; l'operazione era stata ritenuta distrattiva e accompagnata da una bancarotta documentale per irregolare tenuta e/o scomparsa delle scritture contabili. In primo grado tutti gli imputati erano stati assolti, salvo uno di essi per il quale il fatto era stato riqualificato in una fattispecie meno grave. La Corte d'appello, su impugnazione del pubblico ministero, ha invece ribaltato l'esito e ha condannato tutti gli imputati a tre anni di reclusione ciascuno per bancarotta patrimoniale e documentale. Con il ricorso per cassazione gli imputati hanno dedotto: mancata rinnovazione istruttoria in appello nonostante il ribaltamento di una precedente assoluzione e mancata riassunzione di prove dichiarative decisive; erroneità del trattamento sanzionatorio e del bilanciamento tra attenuanti generiche e continuazione fallimentare; contraddittorietà della motivazione per avere qualificato il disegno come gravemente fraudolento e, al contempo, riconosciuto attenuanti generiche; carenza di motivazione sulla bancarotta patrimoniale quanto all'elemento oggettivo, al valore della cessione e al dolo; carenza di motivazione sulla bancarotta documentale, avendo desunto il dolo dalla sola fraudolenza dell'operazione e dalla sparizione delle scritture senza concreta verifica dell'elemento soggettivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui, quando il giudice di appello riforma una sentenza assolutoria sulla base di una diversa valutazione di prove dichiarative decisive, è tenuto a una motivazione particolarmente rigorosa e, in presenza di specifica richiesta o quando non sia possibile decidere allo stato degli atti, alla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale. Nel caso concreto la Corte d'appello si era limitata a sovrapporre una lettura alternativa del materiale probatorio, senza confutare gli argomenti del primo giudice, senza esaminare analiticamente la posizione dei singoli imputati e senza spiegare in modo adeguato gli elementi costitutivi e soggettivi della bancarotta documentale. La motivazione è stata quindi giudicata non rafforzata e comunque gravemente carente. Per tale ragione la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Salerno per nuovo giudizio. Gli ulteriori motivi, relativi a pena, continuazione e altri profili di merito, sono stati dichiarati assorbiti. Le spese della parte civile sono state rimesse al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 603, comma 3-bis, c.p.p.

    il ribaltamento in appello di una decisione assolutoria impone un rigoroso controllo sulla prova dichiarativa e, nei casi pertinenti, la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale

  • art. 603, comma 1, c.p.p.

    se il giudice di appello non è in grado di decidere allo stato degli atti, deve disporre la rinnovazione dell'istruzione

  • art. 216 r.d. n. 267 del 1942

    norma richiamata per le fattispecie di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale contestate

  • art. 219, comma 2, lett. a, r.d. n. 267 del 1942

    norma richiamata in relazione alla continuazione fallimentare e al trattamento sanzionatorio

  • art. 220 r.d. n. 267 del 1942

    fattispecie meno grave in cui era stato riqualificato uno degli imputati in primo grado

  • art. 173 disp. att. c.p.p.

    richiamato per l'enunciazione sintetica dei motivi di ricorso

Massime di principio

  • Quando il giudice d'appello riforma una sentenza assolutoria, non può limitarsi a proporre una propria lettura alternativa delle prove, ma deve confrontarsi analiticamente con la motivazione di primo grado e spiegare perché le prove assumono un diverso significato dimostrativo.
  • Il dovere di motivazione rafforzata è particolarmente stringente se la riforma in appello si fonda su prove dichiarative decisive: in tale evenienza occorre una verifica accurata del compendio probatorio e, ricorrendone i presupposti, la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale.
  • La motivazione sulla responsabilità per bancarotta, specie quando si contesti una condotta distrattiva o documentale, deve illustrare in modo specifico gli elementi costitutivi del reato e l'elemento soggettivo in relazione a ciascun concorrente, non essendo sufficiente un richiamo generico a un'operazione fraudolenta complessiva.
  • L'affermazione della fraudolenza di un'operazione societaria o della sparizione delle scritture non basta, da sola, a dimostrare il dolo della bancarotta: occorre una verifica concreta della partecipazione e della consapevolezza del singolo imputato.
  • Se la sentenza di appello manca di autonoma e completa confutazione delle ragioni assolutorie di primo grado, la decisione è esposta ad annullamento per vizio di motivazione.
  • I motivi relativi al trattamento sanzionatorio restano assorbiti quando la sentenza di condanna venga annullata per i vizi che attengono all'accertamento della responsabilità.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaBancarotta documentaleImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimonialeBancarotta documentale
IstitutiNesso di causalitàOnere della prova

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