Sentenza n. 928/2026 - Palermo, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento comunale del 6 novembre 2025, atto della Soprintendenza di Palermo del 14 ottobre 2025 e ulteriori atti presupposti sfavorevoli relativi all'intervento infrastrutturale
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente aveva impugnato, chiedendone l'annullamento previa misura cautelare, un provvedimento comunale del 6 novembre 2025, un atto della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Palermo del 14 ottobre 2025 e, in via subordinata, ulteriori atti comunali, del Genio civile, strumenti urbanistici e atti connessi ritenuti sfavorevoli. Nel corso del giudizio, con nota depositata il 28 febbraio 2026, il difensore della ricorrente ha dichiarato che era venuto meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio. Il difensore del Comune resistente ha aderito a tale dichiarazione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che l'interesse a ricorrere deve sussistere per tutta la durata del giudizio e richiede una lesione concreta e attuale della sfera giuridica del ricorrente nonché un'utilità effettiva derivante dall'eventuale annullamento dell'atto. Poiché la stessa ricorrente aveva dichiarato il venir meno dell'interesse alla prosecuzione e tale dichiarazione era stata recepita dal Collegio, non è stata esaminata la legittimità degli atti impugnati. Le spese di giudizio sono state compensate, conformemente alla richiesta della ricorrente e in assenza di opposizione espressa delle amministrazioni intimate.
Norme richiamate
art. 100 c.p.c.
la prospettazione di una lesione concreta ed attuale della sfera giuridica del ricorrente e l’effettiva utilità che potrebbe derivare a quest’ultimo dall’eventuale annullamento dell’atto impugnato
L'interesse a ricorrere nel processo amministrativo presenta gli stessi requisiti dell'interesse ad agire: deve consistere in una lesione concreta e attuale e nell'utilità effettiva derivante dalla decisione favorevole.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Costituisce la base processuale per la declaratoria di improcedibilità conseguente alla sopravvenuta carenza di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal Collegio nell'ambito della definizione camerale del giudizio.
Massime di principio
- L'interesse a ricorrere deve sussistere non solo al momento della proposizione del ricorso, ma per tutta la durata del giudizio; il suo venir meno comporta l'improcedibilità della domanda di annullamento per sopravvenuta carenza di interesse.
- L'interesse a ricorrere richiede la prospettazione di una lesione concreta e attuale della sfera giuridica del ricorrente e l'effettiva utilità che quest'ultimo potrebbe conseguire dall'eventuale annullamento dell'atto impugnato.
- Quando il ricorrente dichiara nel corso del giudizio il venir meno del proprio interesse alla prosecuzione e tale sopravvenienza è recepita dal giudice, la causa deve essere definita senza esame dei vizi dedotti e con declaratoria di improcedibilità.
Come è indicizzato
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