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Sentenza

Sentenza del 20/09/2018 n. 2223 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Autotutela - diniego - impugnazione - presupposto - illegittimità del rifiuto - è tale.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava il rifiuto dell’Agenzia di esercitare il potere di autotutela su un pregresso avviso di accertamento, chiedendo al giudice di verificare la legittimità del diniego e, sostanzialmente, la fondatezza della pretesa tributaria originaria.

La decisione

Il giudice può esaminare esclusivamente l’eventuale illegittimità del rifiuto di autotutela, valutandolo in relazione alla presenza di ragioni di rilevante interesse generale che avrebbero potuto giustificare l’intervento dell’Agenzia. Non può invece riesaminare nel merito la fondatezza dell’avviso di accertamento originario, perché ciò comporterebbe un’indebita sostituzione del giudice all’amministrazione nell’esercizio del potere discrezionale di autotutela. Ne consegue che l’impugnazione non può essere utilizzata per ottenere una nuova decisione sul merito della pretesa tributaria.

Massime di principio

  • L’impugnazione del diniego di autotutela non consente, di regola, di riaprire il giudizio sulla legittimità o fondatezza dell’avviso di accertamento originario.
  • Il giudice deve limitarsi a verificare se il rifiuto dell’amministrazione sia illegittimo, irragionevole o contrario a rilevanti ragioni di interesse generale.
  • L’autotutela è uno strumento distinto dai normali mezzi di impugnazione e non può essere utilizzata per eludere i termini o le preclusioni del ricorso contro l’atto tributario originario.
  • In assenza di specifiche ragioni di interesse generale o di evidenti vizi del diniego, il rifiuto dell’Agenzia tende a essere confermato.
  • Il giudice non può sostituirsi all’Agenzia nella scelta discrezionale se procedere o meno all’annullamento dell’atto in autotutela.

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