Cassazione Penale, Sentenza n. 28625/2025 del 05/08/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza che aveva riformato in parte il Tribunale: la Corte d'appello aveva ritenuto la Caruso concorso esterno in bancarotta fraudolenta distrattiva in relazione a bonifici per complessivi Euro 60.000 disposti dall'amministratore Perrotta con provvista della fallita FAPA s.r.l., ritenendo la ricorrente consapevole per la sua qualità professionale di commercialista, per l'esorbitanza degli importi rispetto all'attività svolta, per la fattura emessa tardivamente e per la mancata restituzione e dichiarazione fiscale. La ricorrente ha impugnato per vizi di motivazione e travisamento della prova (non considerazione del verbale assembleare del 31/7/2016), mancata valutazione della pericolosità concreta della condotta ai fini della bancarotta, insufficiente accertamento dell'elemento soggettivo (consapevolezza che i pagamenti rappresentassero depauperamento del patrimonio sociale) e mancata considerazione della riqualificazione del fatto a bancarotta preferenziale dell'intraneus (Perrotta) con possibili ripercussioni sulla posizione dell'extraneus.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio sulla responsabilità. Ha ritenuto che la motivazione della Corte territoriale non sia stata sufficiente a dimostrare che la Caruso avesse fornito un apporto volontario e causalmente rilevante alla condotta distrattiva idonea a mettere in pericolo la garanzia patrimoniale dei creditori. La Suprema Corte ha richiamato il paradigma del reato di bancarotta pre-fallimentare come reato di pericolo concreto (analisi ex ante dell'idoneità dell'atto a danneggiare la massa dei creditori) e precisato che, per l'extraneus, non è sufficiente la sola consapevolezza dello stato di difficoltà della società: occorre prova della volontà di contribuire al depauperamento. Ha inoltre evidenziato che la riqualificazione operata nei confronti dell'intraneus (patteggiamento per bancarotta preferenziale) deve essere valutata nel nuovo giudizio in relazione alla posizione dell'extraneus.
Norme richiamate
art. 216 L. fall. (bancarotta fraudolenta patrimoniale pre-fallimentare)
art. 216, comma 1, n.1 L. fall.
Il reato è considerato come reato di pericolo concreto: rileva la idoneità dell'atto di depauperamento a mettere in pericolo la garanzia patrimoniale dei creditori, valutata ex ante rispetto all'apertura della procedura.
art. 322 Codice della crisi d'impresa
art. 322, comma 1, lett. a) (d.lgs. 12/1/2019, n.14)
Richiamata per continuità normativa con l'art. 216 L. fall.; sostanzia il medesimo schema incriminatore nel nuovo codice della crisi, senza modifiche sostanziali del profilo penalistico.
art. 110 c.p.
Richiamato nella prospettazione del concorso di persone nel reato: la responsabilità dell'extraneus richiede apporto causale e consapevole alla realizzazione della condotta dell'intraneus.
artt. 516, 521, 630, 444 c.p.p.
art. 516, 521, 630, 444 c.p.p.
Norme processuali invocate nel motivo aggiunto in relazione alla riqualificazione del fatto e alle conseguenze procedurali (principio di correlazione e facoltà di chiedere riti alternativi), sollevando profili di legittimità dell'uso probatorio e del contraddittorio.
art. 606 lett. b) c.p.p.
art. 606, lett. b) c.p.p.
Norma sul vizio di motivazione impugnabile in Cassazione: il ricorso ha censurato la motivazione in ordine alla valutazione degli elementi costitutivi del reato e del dolo dell'extraneus.
art. 3 e art. 24 Costituzione
art. 3 Cost.; art. 24 Cost.
Richiamati a garanzia dei principi di ragionevolezza della motivazione e dell'effettività della difesa, in relazione alle doglianze sul travisamento e sulla correlazione tra le posizioni processuali degli imputati.
Massime di principio
- La bancarotta fraudolenta patrimoniale pre-fallimentare è un reato di pericolo concreto: occorre dimostrare che l'atto di depauperamento fosse idoneo ex ante a mettere in pericolo la garanzia patrimoniale dei creditori.
- Per l'extraneus (concorrente esterno) non è sufficiente la mera conoscenza dello stato di difficoltà della società: è necessaria prova che la sua condotta abbia volontariamente contribuito, in modo causalmente rilevante, al depauperamento del patrimonio sociale.
- Indizi quali importi 'esorbitanti', fatturazione tardiva, mancata restituzione e mancata dichiarazione fiscale possono integrare elementi di valutazione, ma non sostituiscono la prova dell'apporto volontario e della consapevolezza specifica che i pagamenti provenivano da beni societari distratti e che avrebbero recato pericolo ai creditori.
- La temporalità (pagamenti avvenuti anni prima del fallimento) non esclude automaticamente la rilevanza penale se l'atto rimane idoneo a compromettere la garanzia patrimoniale fino al periodo precedente l'apertura della procedura; la valutazione va fatta ex ante rispetto agli effetti sulla massa creditoria.
- La riqualificazione della condotta dell'intraneus (es. in bancarotta preferenziale) può avere efficacia sul quadro probatorio e processuale relativo all'extraneus: il giudice deve valutare coerentemente le posizioni e, se necessario, consentire al concorrente esterno di beneficiare degli effetti della diversa qualificazione.
- In situazioni analoghe, il giudice di merito deve motivare esplicitamente i collegamenti causali e gli elementi di conoscenza soggettiva dell'extraneus; una motivazione puramente indiziaria senza ricostruzione del nesso psicologico e causale è insufficiente e può determinare annullamento con rinvio.
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