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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22388/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del 12/09/2024 che, con la diminuzione prevista dal rito abbreviato, aveva condannato il ricorrente a 8 mesi di reclusione per evasione (art. 385 c.p.). Il motivo unico di ricorso denunciava violazione di legge (artt. 125, 546 c.p.p.) per carenza assoluta della motivazione: il Tribunale si sarebbe limitato a sintetizzare lo svolgimento del processo senza esporre i motivi di fatto e di diritto e i criteri di valutazione della prova.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte di appello di Napoli per il giudizio di secondo grado. La Corte ha richiamato l'obbligo di motivazione previsto dall'art. 125 c.p.p. e il contenuto minimo della motivazione indicato dall'art. 546, comma 1, lett. e) c.p.p., osservando che la sentenza impugnata si limitava a una mera descrizione dello svolgimento processuale senza esporre i risultati acquisiti, i criteri di valutazione delle prove e le ragioni per escludere le prove contrarie. La mancanza di motivazione è stata qualificata come nullità (sanabile), ma poiché il difensore aveva tempestivamente fatto ricorso immediato ai sensi dell'art. 579 c.p.p., la nullità non poteva ritenersi sanata e si è disposta la rinnovazione del giudizio in appello.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Impone l'obbligo generale di motivazione della sentenza; la decisione deve contenere l'esposizione dei fatti e dei motivi di diritto su cui si fonda.

  • art. 546 cod. proc. pen., comma 1, lett. e)

    Specificazione dei contenuti minimi della motivazione: concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto, indicazione dei risultati acquisiti, dei criteri di valutazione della prova adottati e delle ragioni per escludere le prove contrarie, nonché individuazione degli accertamenti fattuali e della loro qualificazione giuridica, punibilità e determinazione della pena.

  • art. 579 cod. proc. pen.

    Consente il ricorso immediato per la nullità della sentenza; l'esercizio di tale impugnazione impedisce che la nullità si consideri sanata per effetto del giudicato sul dispositivo non impugnato.

  • art. 385 cod. pen.

    Norma che definisce il reato di evasione, ossia il fatto per cui il ricorrente era stato condannato (due episodi del 21 e 24 novembre 2023).

Massime di principio

  • Anche quando il procedimento si svolge con rito abbreviato la sentenza deve contenere una motivazione adeguata: una mera descrizione dello svolgimento processuale è insufficiente.
  • La motivazione deve indicare risultati acquisiti, criteri di valutazione delle prove e ragioni per ritenere non attendibili prove contrarie; va inoltre esplicitata la qualificazione giuridica dei fatti e la determinazione della pena.
  • La totale mancanza di motivazione costituisce nullità della sentenza (non inesistenza) che è sanabile, ma se il difensore impugna immediatamente la nullità ai sensi dell'art. 579 c.p.p. la decisione va annullata e il giudizio rinnovato.
  • In casi analoghi il giudice di merito (in sede di rinvio) dovrà riesaminare gli accertamenti, valutare le prove con criteri esplicitati e motivare puntualmente l'accertamento della responsabilità e la determinazione della pena.
  • Le censure sulla motivazione sono un motivo strategico efficace: se provate, possono comportare l'annullamento e il rinvio anche quando il dispositivo non sia altrimenti contestato.

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