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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26091/2026 del 13/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (giudice)

La controversia

Nel corso di un incidente di esecuzione, un condannato aveva chiesto il riconoscimento della continuazione tra più reati e la riduzione della pena ex art. 442, comma 2-bis, c.p.p. e artt. 81, secondo comma, c.p. e 671 c.p.p. Il Tribunale di Genova aveva declinato la propria competenza ritenendo che dovesse provvedere il giudice dell'esecuzione individuato dal provvedimento irrevocabile più recente, ossia il Tribunale di Marsala. Quest'ultimo, a sua volta, ha trasmesso gli atti alla Corte di cassazione per risolvere il conflitto, sostenendo che la competenza si fosse già radicata presso il Tribunale di Genova al momento della presentazione dell'istanza, poiché a quella data l'ultimo provvedimento irrevocabile era stato pronunciato proprio da quel tribunale e i successivi giudicati di Isernia e Marsala erano divenuti irrevocabili solo in seguito. Il tema del ricorso riguarda quindi esclusivamente la individuazione del giudice dell'esecuzione competente a decidere sull'istanza di continuazione, in presenza di più sentenze irrevocabili e della rilevanza del momento di proposizione della domanda.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha risolto attribuendo la competenza al Tribunale di Genova. Ha affermato che, in caso di pluralità di provvedimenti irrevocabili emessi da giudici diversi, la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione per l'istanza di riconoscimento della continuazione si radica con riferimento al provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo alla data di presentazione della domanda e non muta per effetto di successivi giudicati, in applicazione del principio di perpetuatio jurisdictionis. Gli atti devono quindi essere trasmessi al Tribunale di Genova.

Norme richiamate

  • art. 28 c.p.p.

    Definisce il conflitto tra giudici quando più giudici ordinari prendono o ricusano di prendere cognizione del medesimo fatto.

  • art. 665 c.p.p.

    Detta il principio generale di competenza del giudice dell'esecuzione; nei casi di pluralità di provvedimenti emessi da giudici diversi, la competenza si individua secondo il criterio del provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo.

  • art. 664, comma 4, c.p.p.

    È richiamato dal Tribunale di Genova per affermare che la competenza in fase esecutiva spetta al giudice dell'esecuzione.

  • art. 442, comma 2-bis, c.p.p.

    Norma invocata dall'istante per ottenere la riduzione della pena in sede esecutiva.

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    Norma richiamata come base del riconoscimento della continuazione tra reati.

  • art. 671 c.p.p.

    Norma che disciplina l'applicazione della continuazione in executivis.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione, quando vi siano più sentenze irrevocabili pronunciate da giudici diversi, va determinata in modo unitario con riferimento al provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo al momento della presentazione dell'istanza.
  • La competenza così radicata non viene spostata dal successivo passaggio in giudicato di altre sentenze, operando il principio di perpetuatio jurisdictionis.
  • L'istanza di riconoscimento della continuazione ex art. 671 c.p.p. deve essere proposta al giudice dell'esecuzione individuato secondo il criterio di cui all'art. 665 c.p.p., anche se la domanda non riguarda il provvedimento emesso da quel giudice.
  • Ai fini del conflitto di competenza ex art. 28 c.p.p., è sufficiente la coesistenza di decisioni contrastanti di due giudici sulla cognizione del medesimo fatto, con paralisi del procedimento.

Come è indicizzato

MaterieCompetenza
RamiProcesso penale

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