Cassazione Penale, Sentenza n. 27088/2025 del 24/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso denunciava, in un unico motivo sintetizzato ai sensi dell'art. 173 disp. att. cod. proc. pen., la violazione di legge (artt. 715, comma 2; 178, comma 1, lett. c); 125 cod. proc. pen.) e vizio di motivazione per mancato inoltro di documentazione idonea a descrivere i fatti, specificare il reato e le pene, nonché per la carenza di elementi di identificazione della persona da consegnare. Si deduceva altresì la non ufficialità e insufficienza della nota del Ministero dell'Interno del 21/06/2025 (pervenuta in Cancelleria il 23/06/2025) e si contestava che parte delle condotte contestate sarebbero state commesse in Italia, ostando alla consegna (locus commissi delicti).
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto valido l'arresto urgente del 21/06/2025 e la convalida del 23/06/2025, valutando sufficiente la segnalazione della Direzione Centrale della Polizia Criminale/Servizio cooperazione internazionale (segnalazione Interpol) come notizia di ricerca idonea, ai sensi dell'art. 715, comma 2, c.p.p. La segnalazione è stata ritenuta contenere generalità complete, indicazioni del reato (stupfacenti e associazione a delinquere nel narcotraffico) e gli estremi del provvedimento restrittivo; pertanto la mancata allegazione di fotografie o della formale domanda di estradizione non inficia la convalida in fase urgente. Il pericolo di fuga è stato valutato concreto in ragione dell'entità della pena inflitta, dei contatti esteri e della scarsa integrazione sul territorio; la custodia è stata poi sostituita con obbligo di dimora con limitazioni orarie. La Corte ha richiamato il principio secondo cui la commissione di reati in Italia non impedisce di per sé l'estradizione (eventuale rifiuto è facoltativo e di competenza del Ministro della Giustizia). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 715 cod. proc. pen., comma 2
La diffusione della notizia di ricerca da parte dello Stato estero o tramite l'Interpol che indica il provvedimento restrittivo e consente l'identificazione del ricercato è sufficiente, in fase di convalida urgente, ai fini dell'applicabilità dell'art. 715; non è richiesta la formale domanda di estradizione in questa fase.
art. 716 cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'arresto in caso di urgenza e la convalida da parte del giudice; nel caso concreto è stata ritenuta correttamente applicata per l'arresto del 21/06/2025 e la convalida del 23/06/2025.
art. 178 cod. proc. pen., comma 1, lett. c)
Citato dal ricorrente a supporto della censura relativa alla documentazione sulla persona da consegnare; la Corte ha ritenuto che le informazioni fornite fossero comunque sufficienti ai fini identificativi.
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente nella contestazione di difetto di informazioni sui fatti e sulle pene; la Corte ha ritenuto che la segnalazione interna contenesse informazioni adeguate in sede urgente.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale utilizzata per la sintesi del motivo di ricorso, richiedendo che il motivo venga riassunto conformemente al disposto.
Convenzione europea del 1957, art. 7
Richiamata in relazione al principio che la commissione di reati sul territorio italiano non impedisce automaticamente l'estradizione; l'eventuale rifiuto è facoltativo e rientra nelle attribuzioni del Ministro della Giustizia, non dell'Autorità giudiziaria.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento a seguito del rigetto del ricorso.
Massime di principio
- In caso di arresto urgente ai fini estradizionali, la segnalazione di ricerca diramata dall'organo nazionale competente o tramite Interpol che indichi il provvedimento restrittivo e le generalità del ricercato può essere sufficiente per la convalida dell'arresto ai sensi dell'art. 715, comma 2, c.p.p., senza che sia necessaria la formale domanda di estradizione in quella fase.
- La mancata allegazione di fotografie o della formale istanza di estradizione al momento dell'arresto non è necessariamente determinante; ciò che conta è la presenza di elementi utili all'identificazione e alla descrizione del reato.
- La provenienza ufficiale della segnalazione è presumibile quando provenga da un organo istituzionale competente (es. Direzione Centrale della Polizia Criminale); la difesa deve fornire precise allegazioni per mettere in dubbio autenticità o provenienza.
- Il fatto che parte della condotta sia stata commessa in Italia non impedisce automaticamente l'estradizione: il rifiuto è facoltativo e di competenza del Ministro della Giustizia, non dell'autorità giudiziaria che convalida l'arresto.
- Per contrastare misure cautelari in casi simili, è strategico: chiedere l'immediata produzione degli atti di estradizione o della documentazione ufficiale, dimostrare legami stabili con il territorio e proporre misure meno afflittive per contenere il rischio di fuga, o contestare l'autenticità/completezza della segnalazione con fatti concreti.
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