Sentenza del 12/02/2020 n. 3390 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento IRPEF per il 1999 emesso con metodo sintetico ai sensi del D.P.R. 29/09/1973 n.600, art.38 comma 5, che aveva ricostruito il reddito di F.F. (all'epoca minorenne) in Lire 138.576.000 in ragione di acquisti a titolo oneroso (un immobile e una quota societaria) e dell'omessa presentazione della dichiarazione; contestazioni di sanzioni per omessa dichiarazione dirette ai genitori. I ricorrenti hanno censurato, tra l'altro, la validità dell'avviso diretto al minore, la presunta titolarità dei redditi in capo ai genitori ex art.324 c.c. (usufrutto legale), la illogicità della ricostruzione sintetica perché avrebbe comportato che la minore avesse prodotto redditi elevati fin dall'età di 4-5 anni, e la erronea imputazione temporale della spesa (distribuita dall'ufficio negli anni considerati dalla presunzione).
La decisione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del MEF per carenza di legittimazione (l'Agenzia delle Entrate è il soggetto legittimato), ha dichiarato estinto il giudizio limitatamente al ricorso dei genitori avverso le sanzioni in seguito alla rinuncia (rottamazione-ter), e ha accolto il terzo motivo relativo al vizio di motivazione della Commissione regionale. In particolare la Corte ha ritenuto che la CTR non si era confrontata con la circostanza decisiva che l'applicazione della presunzione di cui all'art.38, comma 5, aveva portato a un risultato manifestamente improbabile (fare derivare dal patrimonio della minore redditi annui elevatissimi a partire dall'età di quattro anni) e che tale mancata considerazione integrava vizio di motivazione. Per questo la sentenza della CTR è stata cassata in relazione a tale motivo e il giudizio rinviato alla Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione per nuovo esame; il primo motivo è stato rigettato, il secondo dichiarato assorbito e il quarto inammissibile.
Norme richiamate
Codice civile, art. 1 comma 1
La capacità giuridica si acquista al momento della nascita
La Corte ricorda che la persona fisica ha capacita giuridica sin dalla nascita, quindi il minore è soggetto passivo d'imposta e può essere destinatario di atti impositivi
T.U.I.R., art. 2 comma 1
Soggetti passivi dell'imposta sono le persone fisiche
Conferma che ogni persona fisica, indipendentemente dall'età, è soggetto passivo fiscale; pertanto l'accertamento può essere diretto al minore
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 38 commi 4 e 5
Qualora l'ufficio determini sinteticamente il reddito in relazione alla spesa per incrementi patrimoniali, la stessa si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell'anno in cui è stata effettuata e nei cinque anni precedenti
La norma instaura una presunzione iuris tantum a favore del contribuente che distribuisce l'onere della spesa sugli anni; tuttavia l'Amministrazione può determinare il reddito sintetico e il contribuente ha facoltà e onere di fornire documentazione idonea a dimostrare la non imputabilità dei redditi ricostruiti. La CTR non ha però valutato la plausibilità fattuale della ricaduta della presunzione nel caso di un soggetto così giovane
Codice civile, art. 324
I genitori hanno l'usufrutto legale sui beni del figlio
I ricorrenti invocavano l'usufrutto legale come elemento per sostenere la titolarità dei frutti in capo ai genitori; la Corte ha ritenuto tale profilo secondario rispetto alla necessità di verificare la legittimità del metodo sintetico e l'effettiva prova contraria prodotta
Norme procedurali e giurisprudenziali (art. 360 c.p.c. e principi di Cassazione)
Richiamati i parametri di impugnazione per vizio di motivazione e violazione di legge (art.360 c.p.c. nn.3,4,5): la Corte ha distinto i profili inammissibili o impropri e quelli meritevoli di accoglimento per carenza di motivazione sul fatto decisivo
Massime di principio
- Il minore è soggetto passivo d'imposta: la capacità giuridica sussiste dalla nascita e un avviso di accertamento può essere emesso nei confronti di una persona fisica anche se minorenne; la notifica ai genitori in qualità di esercenti la potestà è pratica corretta ma non essenziale alla legittimità dell'atto
- La presunzione di cui all'art.38, comma 5, DPR 600/1973 è iuris tantum e favorisce il contribuente in termini di distribuzione temporale della spesa, ma non elimina l'onere dell'Amministrazione di fondare l'accertamento su elementi di fatto e comporta che il giudice deve valutare la plausibilità concreta dell'ipotesi presuntiva
- Se l'applicazione della presunzione produce un risultato manifestamente implausibile (ad es. far derivare redditi elevatissimi da un soggetto in età prescolare), il giudice deve affrontare e motivare tale circostanza: la mancata considerazione integra vizio di motivazione e può determinare la riforma o il rinvio
- La qualità soggettiva del percettore dei redditi (es. rivendicazione che i frutti spettino ai genitori per usufrutto legale) è una questione di fatto che richiede adeguata istruttoria e prova documentale; l'esistenza di un usufrutto non impedisce di accertare redditi in capo al minore se la fattispecie lo giustifica
- Le impugnazioni devono essere proposte contro il soggetto legittimato: dopo l'istituzione dell'Agenzia delle Entrate il MEF non è parte legittima per gli atti tributari emessi successivamente alla sua operatività; ricorsi contro il soggetto errato sono inammissibili
- In sede di cassazione non è ammissibile introdurre nuove domande di ripetizione non pertinenti al giudizio di legittimità; inoltre la rinuncia al gravame da parte dei ricorrenti estingue la relativa domanda
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