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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39217/2024 del 25/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per il reato di falsa testimonianza (fatto del 20/01/2016). Il ricorrente deduceva, in particolare, la mancata acquisizione nel processo del fascicolo del P.M. n. 1825/13 e delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, nonostante fosse stata disposta ordinanza istruttoria per la loro acquisizione, e censurava la motivazione della sentenza di merito che non avrebbe adeguatamente considerato la rilevanza di dette captazioni e la sufficienza della sola testimonianza dell'operante Forlini.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rilevato un vizio di motivazione: la sentenza di merito non spiega la rilevanza o irrilevanza delle intercettazioni comunque disposte e non documentate agli atti, né la ragione per la quale le dichiarazioni dell'operante dovessero ritenersi sufficienti. Tuttavia, il Collegio ha constatato che sono decorsi i termini di prescrizione del reato; pertanto, anziché annullare con rinvio per difetto motivazionale, ha annullato senza rinvio a causa dell'estinzione del reato per prescrizione (immediata applicabilità della causa estintiva).

Norme richiamate

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione all'assunzione in dibattimento della testimonianza dell'operante (Forlini). Indica la fattispecie di assunzione di dichiarazioni di persone informate sui fatti e l'utilizzo probatorio di tali escussioni; la sentenza rileva che il giudice si è fondato sulle dichiarazioni dell'operante più che sulle intercettazioni non acquisite.

  • art. 157 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle sospensioni del termine di prescrizione. La Corte ha tenuto conto delle sospensioni computate ai fini della prescrizione, giungendo alla conclusione che il reato si era estinto.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 3221 del 07/01/2014 (Macchia)

    Principio richiamato secondo cui, se è inevitabile il rinvio incompatibile con il principio dell'immediata applicabilità della causa estintiva, la Corte di Cassazione deve pronunciarsi con sentenza di annullamento del reato per estinzione, evitando un inutile rinvio che non può far valere la causa estintiva già maturata.

Massime di principio

  • Se il giudice dispone l'acquisizione di atti o intercettazioni esterne al processo, la mancata effettiva acquisizione o l'omessa valutazione di tali atti deve essere motivata: la semplice affermazione generica non è sufficiente.
  • Quando la decisione di merito si fonda su dichiarazioni di un operante in luogo di captazioni non acquisite, il giudice deve spiegare perché ritiene quelle dichiarazioni sufficienti e in che modo sostituiscono o integrano le intercettazioni.
  • La difesa deve sollecitare espressamente nel processo l'effettiva acquisizione della documentazione esterna disposta e chiedere che sia verbalizzata la presenza/assenza di tali atti nel compendio probatorio.
  • Un vizio di motivazione che richiederebbe l'annullamento con rinvio può comunque essere eliminato dalla Corte di Cassazione con annullamento senza rinvio quando, tra l'altro, il reato sia nel frattempo estinto per prescrizione e il rinvio risulti inutile rispetto all'immediata applicabilità della causa estintiva.
  • Il giudice di merito deve valutare e indicare esplicitamente la rilevanza probatoria delle intercettazioni rispetto agli elementi dichiarativi; l'assenza di tale valutazione è motivo di censura in cassazione.
  • In processi penali con acquisizione di fascicoli esterni, è importante per le parti conservare e documentare la traccia formale dell'integrazione istruttoria (ordini, verbali di deposito, trascrizioni) per poter dimostrare l'effettiva disponibilità o l'assenza degli atti in fase di decisione.

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