Ordinanza n. 277/2026 - Catania, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza sindacale concernente il dissesto statico di un edificio, con interdizione all'accesso e prescrizioni per il ripristino delle condizioni di sicurezza, limitatamente ai capi 1) e 2)
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari immobiliari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone cautelarmente la sospensione, l'ordinanza sindacale adottata dal Comune in relazione al dissesto statico di un edificio di loro pertinenza. Il testo non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso, ma dalla motivazione cautelare emerge la contestazione delle prescrizioni relative alla presentazione di una relazione tecnica sullo stato dei luoghi e sulle condizioni strutturali dell'immobile, alla predisposizione di un progetto degli interventi di ripristino e agli interventi di transennamento, delimitazione dell'area e apposizione della segnaletica. I ricorrenti prospettavano inoltre questioni tecniche concernenti non solo la sicurezza strutturale dell'edificio, ma anche eventuali cause esterne e lo stato dei luoghi estraneo alla loro proprietà.
La decisione
Il TAR ha ritenuto, nella sommaria valutazione propria della fase cautelare, che l'ordinanza fosse legittimamente diretta a imporre interventi sull'immobile idonei a prevenire possibili danni all'incolumità pubblica e privata. Ha rilevato che il termine per presentare la relazione tecnica e il progetto di ripristino era già decorso, senza tuttavia ravvisare ragioni per sospendere tali prescrizioni. Ha inoltre osservato che le valutazioni tecniche dei ricorrenti, comprese quelle sulle condizioni strutturali e sulle cause esterne riconducibili allo stato dei luoghi, non erano precluse in sede peritale e che i termini per gli eventuali interventi sarebbero stati stabiliti dall'Ufficio tecnico all'esito dell'istruttoria, dovendo quest'ultima considerare le prospettazioni tecniche della parte. La domanda cautelare è stata invece accolta limitatamente alla prescrizione di transennamento, delimitazione dell'area e apposizione della segnaletica, nella parte in cui tali attività riguardino il pericolo su aree pubbliche, ritenendo che debbano essere adottate dal Comune. Le spese della fase cautelare sono state compensate e il giudizio di merito è stato rinviato all'udienza pubblica del 10 novembre 2027.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; il giudice ha esaminato la richiesta di sospensione dell'efficacia dell'ordinanza impugnata nella fase cautelare.
Massime di principio
- Nella fase cautelare, un'ordinanza comunale diretta a fronteggiare un dissesto statico può legittimamente imporre ai proprietari gli interventi tecnici necessari a scongiurare un possibile pregiudizio per l'incolumità pubblica e privata, quando le prescrizioni risultino funzionali alla sicurezza dell'immobile.
- La prescrizione di predisporre una relazione tecnica sullo stato dei luoghi e sulle condizioni strutturali dell'immobile, nonché un progetto degli interventi di ripristino, non è preclusiva della possibilità per i proprietari di sottoporre all'istruttoria le proprie osservazioni tecniche, comprese quelle relative a cause esterne riconducibili allo stato dei luoghi.
- Quando un'ordinanza relativa a un dissesto statico prevede che i termini degli interventi di ripristino siano stabiliti dall'Ufficio tecnico all'esito dell'istruttoria, l'amministrazione deve considerare, nella successiva determinazione, le prospettazioni tecniche fornite dai destinatari dell'atto.
- Le misure di transennamento, delimitazione e segnalazione, ove riferite a situazioni di pericolo insistenti su aree pubbliche, devono essere adottate dal Comune e non possono essere poste a carico dei proprietari privati mediante l'ordinanza rivolta alla messa in sicurezza dell'immobile.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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