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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14463/2023 del 05/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di appello di Torino con due censure: 1) vizi di motivazione per presunta mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità, con riferimento all'attendibilità della persona offesa; 2) in via subordinata, è stata eccepita l'estinzione del reato per remissione di querela formalizzata dalla persona offesa e accettata dall'imputata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo inammissibile per genericità (censura indeterminata sull'attendibilità della persona offesa), mentre ha accolto il secondo motivo: la persona offesa ha rilasciato remissione di querela nella stessa data della pronuncia gravata (anche se successivamente all'adozione della decisione) e la remissione è stata accettata dall'imputata; ciò ha determinato l'estinzione del reato. La Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato e ha condannato l'imputata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 393 cod. pen.

    Norma incriminatrice applicata al fatto oggetto del processo; il giudice di legittimità ha confermato che, pur essendo stato accertato il reato ai sensi di tale norma, lo stesso può estinguersi per effetto della remissione di querela presentata e accettata.

  • art. 23, commi 8 e 9, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (e successive proroghe/integrazioni)

    Richiamato a fini processuali per giustificare lo svolgimento del procedimento e dell'udienza in camera di consiglio con modalità eccezionali (procedimenti a distanza) introdotte per il periodo emergenziale; non incide sul merito della decisione di estinzione.

  • art. 94, comma 2, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 e art. 5-duodecies, d.l. 31 ottobre 2022, n. 162 (convertito)

    Norme richiamate in relazione alla proroga e disciplina delle modalità dell'udienza in camera di consiglio; richiamate a titolo di contesto procedurale.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 9154 del 17/12/2020 (Durante), Rv. 281326

    Principio consolidato secondo cui la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata dall'imputato determina l'estinzione del reato e va rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia tempestivo.

Massime di principio

  • La remissione di querela, se liberamente rilasciata dalla persona offesa e accettata dall'imputato, estingue il reato anche se intervenuta dopo la sentenza impugnata ma prima della decisione della Corte di Cassazione; il giudice di legittimità deve rilevarla d'ufficio su ricorso tempestivo.
  • I motivi di cassazione che attaccano la motivazione della decisione devono essere specifici e dettagliati: censure generiche relative all'attendibilità della persona offesa sono frequentemente dichiarate inammissibili.
  • L'estinzione del reato per remissione prevale su questioni di ammissibilità di altri motivi di impugnazione e comporta l'annullamento della sentenza senza rinvio.
  • Perché la remissione produca effetto estintivo è necessaria l'accettazione dell'imputato; la temporalità (anche se successiva alla decisione impugnata) è compatibile purché antecedente alla pronuncia definitiva della Cassazione.
  • Anche quando la Cassazione annulla per estinzione del reato, il ricorrente può comunque essere condannato al pagamento delle spese processuali.

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