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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 3325/2025 del 10/02/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso pronuncia che aveva ritenuto dovuta la tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP/COSAP) per il tratto autostradale comprensivo di viadotto che sovrasta una strada comunale/provinciale. La ricorrente sosteneva che lo spazio sovrastante non fosse più demanio comunale perché il tracciato autostradale era stato pianificato e sottratto alla disponibilità degli enti locali da leggi speciali; inoltre chiedeva l'esenzione ai sensi dell'art. 49 d.lgs. 507/1993 perché l'occupazione sarebbe riconducibile allo Stato e la concessionaria avrebbe agito come sua longa manus. In subordine chiedeva, in caso di esito negativo, il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE sulla compatibilità con il diritto UE.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato l'orientamento giurisprudenziale secondo cui la TOSAP è dovuta per l'occupazione, anche soprastante, di spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni/province. L'esenzione prevista dall'art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. 507/1993 si applica solo quando l'occupazione sia effettivamente posta in essere dallo Stato (o altro soggetto esente) e non quando l'occupante sia una società concessionaria che realizza e gestisce l'opera in autonomia economica. La titolarità proprietaria dello strumento infrastrutturale da parte dello Stato o la pianificazione legislativa del tracciato non eliminano l'operatività della TOSAP in assenza di atto ablativo/espropriativo che trasferisca la titolarità della strada al demanio statale. È stato altresì respinto il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'UE.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 507/1993, art. 38

    "1. Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province. 2. Sono, parimenti, soggette alla tassa le occupazioni di spazi soprastanti il suolo pubblico, di cui al comma 1, con esclusione dei balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile, nonché le occupazioni sottostanti il suolo medesimo, comprese quelle poste in essere con condutture ed impianti di servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa"

    La Corte interpreta l'art. 38 nel senso che anche l'occupazione soprastante (es. viadotti autostradali) è soggetta a TOSAP, incluse le occupazioni realizzate da concessionarie per servizi pubblici.

  • d.lgs. n. 507/1993, art. 39

    "1. La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all'uso pubblico nell'ambito del rispettivo territorio"

    Individua il soggetto passivo: titolare dell'atto concessorio o, in mancanza, l'occupante di fatto; la Corte ne ricava che la concessionaria è tenuta al pagamento.

  • d.lgs. n. 507/1993, art. 46

    "1. Le occupazioni del sottosuolo e del soprassuolo stradale con condutture, cavi, impianti in genere ed altri manufatti destinati all'esercizio e alla manutenzione delle reti di erogazione di pubblici servizi, compresi quelli posti sul suolo e collegati alle reti stesse, nonché con seggiovie e funivie sono tassate in base ai criteri stabiliti dall'art. 47."

    Stabilisce che le occupazioni del soprassuolo con impianti di pubblici servizi rientrano nel regime di tassazione secondo i criteri applicabili.

  • d.lgs. n. 507/1993, art. 47

    "La tassa per le occupazioni del sottosuolo e del soprassuolo stradale di cui all'art. 46 è determinata forfetariamente in base alla lunghezza delle strade comunali o provinciali per la parte di esse effettivamente occupata..."

    Definisce i criteri di determinazione della tassa per le occupazioni del soprassuolo; applicabile ai viadotti/ponte autostradali.

  • d.lgs. n. 507/1993, art. 49, comma 1, lett. a)

    "Sono esenti dalla tassa: a) le occupazioni effettuate dallo Stato [...]"

    Prevede l'esenzione per le occupazioni poste direttamente dallo Stato; la Corte sottolinea la necessità di una stretta interpretazione: l'esenzione non si estende alle occupazioni effettuate dalla concessionaria privata anche se l'opera è di proprietà statale.

  • legge n. 463/1955 e legge n. 729/1961

    Norme storiche che hanno pianificato tracciati autostradali; la Corte rileva che tali leggi non trasferiscono automaticamente la titolarità delle strade ai demani statali né escludono l'operatività della TOSAP in assenza di atti di esproprio/trasferimento.

  • legge n. 385/1968

    Norma citata come integrazione normativa storica sulla pianificazione autostradale; non modifica la disciplina della TOSAP secondo la Corte.

  • codice civile, art. 822 e art. 840

    Art. 822 rilevato marginalmente nella controversia sulla demanialità; art. 840 richiamato per il principio generale di proprietà estesa al sottosuolo, ma la Corte precisa che la nozione comune di sottosuolo non include il sedime sotto un ponte/viadotto nel senso che non determina un'accessione invertita a favore dello Stato.

  • art. 360 c.p.c. e art. 378 c.p.c.

    Richiamati come parametri processuali: art. 360 per i motivi di cassazione; art. 378 per le memorie depositate nel processo.

  • TFUE art. 49, 56, 63, 106, 345 e art. 267 TFUE

    Richiami al diritto UE: la Corte ha ritenuto non necessario il rinvio pregiudiziale (art. 267) e ha ritenuto che la questione di compatibilità con il diritto UE non imponga l'esenzione, richiamando il principio che i Trattati non pregiudicano il regime di proprietà nazionale (art. 345) e i limiti alle distorsioni di concorrenza (art. 106).

Massime di principio

  • La TOSAP si applica anche alle occupazioni del soprassuolo realizzate da viadotti/ponte autostradali che limitano l'uso pubblico della strada sottostante, indipendentemente dalla titolarità proprietaria dello stesso sovrappasso.
  • L'esenzione prevista per Stato/enti ex art. 49 d.lgs. 507/1993 richiede che l'occupazione sia effettivamente posta in essere dallo Stato (o altro soggetto esente); non è sufficiente che l'opera sia di proprietà statale o che lo Stato abbia pianificato il tracciato.
  • La qualifica e l'autonomia economica della concessionaria (società per azioni che gestisce l'opera in regime di concessione) fanno sorgere l'obbligo tributario a carico della stessa, anche se l'opera è destinata a pubblico servizio.
  • La mera pianificazione legislativa del tracciato o la presenza di norme speciali non eliminano l'operatività della tassa in assenza di atti di esproprio o di trasferimento della titolarità dell'area al demanio statale.
  • Nel valutare richieste di esenzione in casi analoghi occorre distinguere tra: a) occupazione diretta da parte dello Stato (potenzialmente esente) e b) occupazione da parte di concessionario privato o soggetto diverso dallo Stato (non esente) e verificare l'esistenza di un titolo ablativo/trasferimento.
  • La prospettiva di compatibilità con il diritto UE non giustifica automaticamente l'estensione dell'esenzione: i giudici nazionali possono ritenere non necessario il rinvio pregiudiziale se la questione non è rilevante o è pacificamente interpretata.

Testo integrale

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