Cassazione Penale, Ordinanza n. 33469/2026 del 14/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per genericità e indeterminatezza dell'unico motivo dedotto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello deducendo, con un unico motivo, violazione di legge e mancanza di motivazione in relazione alle statuizioni della decisione impugnata. Il ricorso non indicava le specifiche norme asseritamente violate, né esponeva le ragioni giuridiche e i dati fattuali posti a fondamento delle doglianze. La Corte ha ritenuto che tale formulazione fosse totalmente generica e indeterminata, tale da non consentire di individuare le effettive censure né di esercitare il controllo di legittimità. Ha inoltre rilevato che le doglianze erano prive di correlazione con la motivazione della sentenza impugnata, nella quale ciascun motivo di appello era stato esaminato e puntualmente scrutinato.
Massime di principio
- È inammissibile per genericità il ricorso per cassazione che deduca violazione di legge o mancanza di motivazione senza indicare le specifiche norme asseritamente violate e senza esporre le ragioni giuridiche e i dati fattuali posti a fondamento delle censure.
- La genericità del ricorso ricorre anche quando le doglianze non presentano una correlazione concreta con la motivazione della sentenza impugnata, impedendo al giudice di individuare le effettive critiche e di svolgere il sindacato di legittimità.
- La verifica di specificità del ricorso richiede che le censure si confrontino con la motivazione della decisione impugnata e con le ragioni poste a fondamento delle statuizioni contestate.
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