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Sentenza

Sentenza n. 2380/2026 - Roma, Sezione 3B

per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato sulla domanda di riconoscimento n. 34105 depositata telematicamente tramite la piattaforma online “Riconoscimento Professione Docente” in data 21.12.2023 e utlimo sollecito inviato in data 17.3.2024.

Giustizia amministrativa202508201

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sulla domanda di riconoscimento di un titolo conseguito all'estero

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente riconoscimento)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito sulla domanda di riconoscimento n. 34105, presentata telematicamente il 21 dicembre 2023 tramite la piattaforma online "Riconoscimento Professione Docente" e successivamente sollecitata mediante diffida del 17 marzo 2025. La domanda riguardava il riconoscimento di un titolo conseguito all'estero. Il ricorrente ha dedotto la violazione dell'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, essendo decorso inutilmente il termine generale previsto dalla legge n. 241 del 1990 e sussistendo una situazione giuridica soggettiva legittimante a ottenere una decisione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso quanto all'accertamento dell'inerzia amministrativa. Ha ritenuto integrati i presupposti dell'azione avverso il silenzio: l'esistenza di un obbligo di provvedere a fronte di un'istanza privata, la titolarità in capo al richiedente di una situazione legittimante e la scadenza del termine per la conclusione del procedimento. Il giudice ha precisato che, presentata una formale istanza, l'amministrazione deve comunque concludere il procedimento con un provvedimento espresso anche qualora ritenga la domanda irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, salvo il caso limite della palese pretestuosità. Ha quindi ordinato al Ministero di adottare un provvedimento espresso entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. In caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il dirigente generale competente per materia, senza facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli un ulteriore termine di 120 giorni. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 1.500, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • l. 241/1990

    termine generale previsto dalla legge n. 241 del 1990

    Il decorso del termine generale senza l'adozione di un provvedimento integra, nel caso concreto, la violazione dell'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento.

Massime di principio

  • A fronte di una formale istanza di un privato, l'amministrazione ha l'obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso entro il termine applicabile, quando sussista una situazione giuridica soggettiva legittimante e il termine sia inutilmente decorso.
  • L'obbligo di provvedere sussiste anche se l'amministrazione ritiene che l'istanza sia irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata; l'amministrazione non può sostituire la decisione espressa con l'inerzia, salvo il caso limite di una domanda manifestamente pretestuosa.
  • Accertata l'inerzia, il giudice ordina all'amministrazione di adottare un provvedimento espresso entro un termine fissato e può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per il caso di ulteriore inottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTermini e notificazione del ricorsoGiudizio di ottemperanza
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoBuona fede e correttezza della PAOttemperanza e commissario ad acta

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