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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4605/2025 del 05/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato gli arresti domiciliari: dedotta violazione e falsa applicazione dell'art. 337 c.p. e vizio cumulativo della motivazione in ordine alla gravità indiziaria. Il ricorrente ha sostenuto, in sintesi, che non è stata considerata la precedenza dovuta a chi si trovava su un mezzo esposto alle intemperie con la moglie in stato di gravidanza; che il sovrintendente Menale non si sarebbe qualificato (non indossava uniforme né era in servizio) e quindi la reazione sarebbe stata provocata; che dopo il colpo il sovrintendente avrebbe maneggiato una pistola; e che due testi (Cantiello padre e figlio) non sarebbero stati sentiti per chiarire tali profili di qualificazione e provocazione, che avrebbero attenuato la responsabilità.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che il Tribunale di Napoli abbia correttamente valutato la gravità indiziaria sulla base di immagini di videosorveglianza ritenute "assolutamente chiare", che documentano l'intera vicenda e la violenta aggressione del ricorrente verso il Sovrintendente Menale dopo la contestazione per una condotta di guida. Le censure difensive sono state giudicate generiche e non idonee a scalfire la ricostruzione indiziaria. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    L'articolo è stato ritenuto applicabile alla fattispecie in quanto la valutazione indiziaria, supportata dalle immagini video, dimostra l'aggressione al pubblico ufficiale; le doglianze sulla provocazione non hanno fornito elementi concreti tali da escludere o attenuare la responsabilità

  • artt. 110, 582, 585 cod. pen.

    Le norme sono richiamate in relazione ai capi di imputazione (concorso di reati e reati di lesioni/atti violenti contestati); la Corte ha ritenuto che gli elementi probatori raccolti e la motivazione del Tribunale giustifichino l'applicazione dei citati articoli non essendo state provate le circostanze attenuanti dedotte

Massime di principio

  • Le immagini di videosorveglianza chiare e integrali hanno forte valore probatorio e possono prevalere su argomentazioni difensive generiche.
  • La dedotta "provocazione" deve essere specificamente documentata: affermazioni vaghe o assenze di riscontri testimoniali non sono sufficienti a escludere o attenuare la responsabilità.
  • La mancanza di uniforme o di esibizione del distintivo da parte di un pubblico ufficiale non è automaticamente risolutiva se la contestazione dell'illecito e la reazione sono documentate e riconoscibili nelle riprese.
  • In sede di ricorso per cassazione non è sufficiente riproporre una diversa lettura dei fatti: è necessario dimostrare vizi di motivazione specifici o errori di diritto nella valutazione indiziaria.
  • Per impugnare provvedimenti cautelari basati sulla "gravità indiziaria" occorre fornire elementi nuovi o evidenziare contraddizioni puntuali nella valutazione delle prove, non simple critiche generiche.

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