Sentenza n. 4451/2026 - Milano, Sezione 3
per l’annullamento - del verbale n. -OMISSIS- della seduta del 21 febbraio 2025 relativo all’attività di correzione delle prove scritte dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato, svolte presso la Corte d’Appello di -OMISSIS-, ad opera della commissione n. 16 istituita presso la Corte d’Appello di -OMISSIS-, nella parte in cui viene espressa valutazione insufficiente (pari a 15/30) per l’elaborato della ricorrente, contrassegnato con il n. 499; - della conseguente non ammissione alle prove orali degli esami di avvocato per la sessione 2024 in imminente svolgimento presso il Distretto di Corte d’Appello di -OMISSIS-, appresa dalla ricorrente a seguito di accesso all’apposita area riservata sul sito internet del Ministero; - di ogni altro atto preordinato, presupposto, consequenziale e/o comunque connesso ai precedenti, ivi inclusa la circolare ministeriale in data 2 dicembre 2024 recante “indicazioni operative” sulla correzione degli elaborati, nella parte in cui afferma l’adeguatezza del voto meramente numerico.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: verbale di correzione del 21 febbraio 2025, nella parte in cui ha attribuito il voto insufficiente di 15/30 all'elaborato della candidata nell'esame di abilitazione forense, e conseguente non ammissione alla prova orale della sessione 2024; impugnata anche la circolare ministeriale del 2 dicembre 2024 nella parte relativa all'adeguatezza del voto numerico
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La candidata ha impugnato il giudizio di insufficienza (15/30) attribuito dalla commissione al suo elaborato nella sessione 2024 dell'esame di abilitazione alla professione forense e la conseguente non ammissione alla prova orale. Ha inoltre impugnato la circolare ministeriale del 2 dicembre 2024, nella parte in cui riteneva adeguata la motivazione espressa con il solo voto numerico. Il testo non espone in dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare nel merito le censure sulla correzione e sulla motivazione numerica. La ricorrente ha dichiarato che, nelle more, era venuto meno il proprio interesse perché aveva sostenuto e superato la prova orale della sessione 2025, successiva a quella controversa, ottenendo aliunde il bene della vita cui aspirava. Spese compensate in ragione della pronuncia in rito e della complessità delle questioni.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Preso atto di tale dichiarazione e rilevato che la ricorrente ha ottenuto aliunde il bene della vita cui aspirava, non resta al Collegio che dichiarare l’improcedibilità del ricorso, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso è improcedibile quando, nelle more, la ricorrente ottiene aliunde il bene della vita perseguito e dichiara il venir meno dell'interesse alla decisione.
Massime di principio
- Il ricorso impugnatorio diviene improcedibile quando, nelle more del giudizio, il ricorrente ottiene aliunde il bene della vita cui aspirava e viene meno il suo interesse alla decisione.
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