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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50408/2023 del 18/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Vairo Luis ha proposto ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Salerno che aveva confermato la sua condanna per il reato di diffamazione anche agli effetti civili. In corso di ricorso il difensore ha prodotto verbale di remissione di querela con accettazione redatto il 16/05/2023 davanti ai Carabinieri di Salerno Fratte e ha chiesto che tale estinzione del reato venisse rilevata dal giudice di legittimità; la Corte ha esaminato se la remissione, intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e tempestivamente accettata, determinasse l'estinzione del reato prevalendo su eventuali questioni di inammissibilità.

La decisione

La Corte ha ritenuto che la remissione di querela, ritualmente intervenuta e accettata durante il pendere del ricorso, estingue il reato e deve essere rilevata dal giudice di legittimità. Non essendovi elementi per una pronuncia alternativa ex art.129, comma 2, c.p.p., la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato ai sensi dell'art.152 c.p.p. e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Le spese del procedimento sono state poste a carico del querelato ai sensi dell'art.340, comma 4, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 152 cod. proc. pen.

    La remissione di querela estingue il reato; una volta accertata la remissione valida intervenuta durante il pendente ricorso di cassazione, il giudice di legittimità deve dichiarare l'estinzione e annullare la sentenza impugnata senza rinvio.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamata come ipotesi in cui il giudice potrebbe decidere diversamente; nella fattispecie la Corte ha ritenuto assenti gli elementi che giustificassero una pronuncia ai sensi di tale articolo, procedendo quindi alla declaratoria di estinzione per remissione.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    Norma che consente di porre le spese del procedimento a carico del querelato; la Corte ha disposto che le spese siano a carico del querelato in quanto il reato è estinto per remissione di querela.

  • Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004 (Cass. Chiasserini, Rv. 227681)

    Giurisprudenza citata a sostegno del principio secondo cui la remissione di querela intervenuta e accettata in pendenza del ricorso per cassazione estingue il reato e prevale su questioni di inammissibilità, dovendo essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità se il ricorso è tempestivo.

  • Punto 63.2 delle tabelle di organizzazione

    Richiamato per spiegare che il decreto di assegnazione conteneva la proposta di declaratoria di estinzione del reato in base alle procedure interne di assegnazione delle cause; non sostituisce però la necessità di una pronuncia di merito sulla remissione da parte della Corte.

Massime di principio

  • La remissione di querela validamente manifestata e accettata durante il pendere di un ricorso di cassazione estingue il reato e deve essere dichiarata dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto.
  • L'estinzione del reato per remissione prevale su questioni processuali come l'inammissibilità del ricorso: il giudice di legittimità deve rilevare l'estinzione anche se era stata prospettata una proposta di inammissibilità.
  • Se riscontrata l'estinzione del reato ai sensi dell'art.152 c.p.p., la Corte può annullare la sentenza senza rinvio.
  • Le spese del procedimento possono essere poste a carico del querelato quando il reato risulta estinto per remissione di querela, ai sensi dell'art.340, comma 4, c.p.p.
  • Per effetto pratico: chi vuole estinguere un reato perseguibile a querela dovrebbe assicurarsi che la remissione sia formalizzata e accettata secondo le forme previste (atto scritto/verbale davanti all'autorità) e prodotta tempestivamente al giudice competente per ottenere la declaratoria di estinzione.

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