Cassazione Penale, Sentenza n. 33382/2024 del 03/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente aveva chiesto l'affidamento in prova ai servizi sociali; il Tribunale di sorveglianza di Lecce rigettò la richiesta ritenendo che l'omissione dell'adempimento dell'ordine di demolizione e di ripristino dei luoghi (emesso dal Procuratore della Repubblica il 23/11/2021) fosse indice del mancato ravvedimento. In ricorso si deduceva che il Tribunale si era basato su una presunzione, non avendo accertato se l'opera fosse stata effettivamente demolita, non avendo valutato in concreto la relazione UEPE che era favorevole al condannato e non avendo considerato un'ordinanza del giudice dell'esecuzione (9/11/2022) che aveva dichiarato l'inefficacia dell'ordine di demolizione sostenendo che la demolizione spettava al curatore fallimentare.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando per nuovo giudizio al Tribunale di sorveglianza di Lecce. La Corte ha rilevato che il Tribunale di merito non ha adeguatamente valutato la relazione UEPE e non ha motivato con riferimento concreto tutti gli elementi richiesti dalla legge, avendo fatto del mancato adempimento all'ordine di demolizione l'unico criterio decisivo. La Corte ha inoltre richiamato l'obbligo di tener conto del provvedimento del 9/11/2022 che dichiara l'inefficacia dell'ordine di demolizione, provvedimento che non era stato prodotto in giudizio per negligenza difensiva; per tali ragioni ha disposto il rinvio per nuovo esame.
Norme richiamate
art. 47-ter, comma 1-bis, Ordinamento penitenziario
Norma prevista per l'ammissione alla detenzione domiciliare; utilizzata dal Tribunale per disporre la detenzione domiciliare d'ufficio in relazione alla pena residua, ma la sua applicazione richiede una valutazione complessiva delle condizioni del condannato e delle informazioni rieducative.
Ordine di demolizione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce del 23/11/2021
Provvedimento amministrativo/irrogatorio il cui inadempimento è stato valorizzato dal Tribunale di merito come indice di mancato ravvedimento; la Cassazione ha ritenuto che il suo mancato adempimento non possa essere assunto automaticamente come elemento dirimente senza valutare il contesto e le altre informazioni, e senza accertare l'effettivo stato dei luoghi.
Ordinanza del giudice dell'esecuzione di Lecce del 9/11/2022
Provvedimento che dichiara l'inefficacia dell'ordine di demolizione attribuendo la competenza al curatore fallimentare; è elemento rilevante che il giudice di merito deve considerare nella valutazione dell'affidamento in prova e che può incidere sulla valutazione dell'inadempimento ascritto al condannato.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1, n. 20040 del 26/01/2024; Sez. 1, n. 775 del 06/12/2013)
Principi consolidati secondo cui il giudice delle misure alternative deve considerare le informazioni sulla personalità e lo stile di vita contenute nelle relazioni UEPE, motivando in modo specifico e riferito alla fattispecie concreta l'accoglimento o il rigetto dell'istanza.
Massime di principio
- Il giudice competente per misure alternative deve valutare compiutamente e motivare con riferimento concreto le relazioni UEPE: non è sufficiente richiamarle in termini generici.
- L'omissione di un adempimento (es. ordine di demolizione) non può essere automaticamente assunta come prova del mancato ravvedimento: occorre accertare lo stato dei fatti e valutare cause e responsabilità, comprese eventuali pronunce successive che ne abbiano dichiarato l'inefficacia.
- Se esistono provvedimenti sopravvenuti (es. ordinanza di inefficacia) rilevanti per la valutazione, il giudice di merito deve tenerne conto; la mancata acquisizione in giudizio per negligenza difensiva non autorizza il giudice a trarre conclusioni assolute senza ulteriori approfondimenti.
- La motivazione deve mostrare di aver bilanciato tutti gli elementi di valutazione (pericolosità residua, segni di ravvedimento, relazioni rieducative) e spiegare perché uno di questi elementi sia stato ritenuto preponderante.
- In caso di dubbio o di documenti mancanti, il giudice dovrebbe adottare misure istruttorie o consentire integrazioni probatorie prima di rigettare l'istanza di misura alternativa.
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