Cassazione Penale, Sentenza n. 38366/2022 del 12/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma di responsabilità per rapina aggravata, possesso di segni distintivi contraffatti e porto di coltello, deducendo violazione dell'art. 81 c.p. (continuazione) e vizio di motivazione. Chiedeva il riconoscimento del vincolo di continuazione con due rapine commesse il 18 e il 21 maggio 2015, sostenendo che la vicinanza temporale e la natura analoga dei reati integrassero un unico disegno criminoso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che l'accertamento sulla unicità del disegno criminoso sia questione di fatto rimessa al giudice di merito e sindacabile in Cassazione solo se privo di adeguata motivazione. La Corte d'appello aveva motivato correttamente l'esclusione della continuazione: la brevità del lasso temporale e l'analogia patrimoniale dei reati non dimostrano di per sé un programma criminoso unitario ma sono indici di abitualità del reo. La sentenza impugnata è dunque immune da censure. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla sommma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
La norma sul reato continuato richiede l'esistenza di un unico disegno criminoso: non è sufficiente la mera reiterazione o la scelta di vita del reo; bisogna che le singole violazioni costituiscano parti di un programma deliberato e orientato al medesimo fine.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (citata)
Sez. 1, Sentenza n. 12936 del 03/12/2018 Rv. 275222; Sez. 5, Sentenza n. 5599 del 03/10/2013 Rv. 258862
La giurisprudenza conferma che la valutazione della continuità è prevalentemente fattuale e che la vicinanza temporale e la natura analoga dei reati non sono di per sé idonee a provare un disegno criminoso unitario; tali elementi possono piuttosto indicare abitualità.
Massime di principio
- La configurabilità del reato continuato richiede la prova di un unico e preordinato disegno criminoso; la mera ripetizione di reati simili non è sufficiente.
- La valutazione della unicità del disegno criminoso è questione di fatto devoluta al giudice di merito; la Cassazione interviene solo se la motivazione è manifestamente insufficiente.
- La brevità del lasso temporale e l'analogia degli illeciti sono elementi utili ma non decisivi: possono indicare habitualità piuttosto che un progetto unitario.
- Per ottenere il riconoscimento della continuazione è utile documentare elementi che dimostrino pianificazione comune (stesso modus operandi dettagliato, obiettivo comune, atti preparatori condivisi, coordinamento), non solo la vicinanza temporale.
- Se il ricorso appare manifestamente infondato o inammissibile il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni (es. somme per la cassa delle ammende).
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