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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7735/2025 del 26/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che ha rigettato la richiesta di riesame avverso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. il 25/07/2024 per il reato previsto dall'art. 73 del D.P.R. n. 309/1990. Il ricorrente deduce vizio di motivazione sostenendo che i gravi indizi a suo carico furono desunti prevalentemente dalle dichiarazioni accusatorie di due collaboratori di giustizia senza adeguato vaglio critico, con conseguente insufficiente valutazione delle esigenze cautelari.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse correttamente fondato i gravi indizi sulle intercettazioni (conversazioni con Davide Enrico Finocchiaro e Giuseppe Caruso) e che le dichiarazioni dei collaboratori (Santo Li Voti e Salvatore Sam Privitera) costituissero elemento di corroborazione. Sono state confermate la gravità degli elementi probatori e l'attualità delle esigenze cautelari sulla base della gravità dei fatti, della consistente quantità di stupefacente (pari a euro 124.000), della caratura e professionalità dei coindagati e del rischio di reiterazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e al versamento, equitativamente determinato, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende. Disposti gli adempimenti di cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73 D.P.R. n. 309/1990

    Fattispecie contestata (illecito in materia di stupefacenti); la Corte ha ritenuto che intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori forniscano gravi indizi sufficienti per l'imputazione ai sensi di questa norma

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per l'onere delle spese quando il ricorso è dichiarato inammissibile; la Corte ha condannato il ricorrente alle spese conformemente a tale disposizione

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per gli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia

  • Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000 n. 186

    Richiamata per motivare l'attribuzione, in via equitativa, della somma alla Cassa delle Ammende in assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • Le intercettazioni, se circostanziate e riferibili a interlocutori di rilievo, possono costituire base solida per i gravi indizi anche se integrate da dichiarazioni di collaboratori
  • Le dichiarazioni dei collaboratori assumono maggiore valore quando sono corroborate da altre prove oggettive; la mancanza di riscontri formali non le rende automaticamente inutilizzabili
  • Per confermare la custodia cautelare il giudice valuta complessivamente: gravità del fatto, quantità di stupefacente, ruolo e caratura dei coindagati, ingenti risorse economiche impiegate, professionalità dell'attività criminosa e rischio di reiterazione
  • In sede di impugnazione è necessario contestare in modo specifico e diretto le parti decisive della motivazione; censure generiche o parziali possono essere dichiarate inammissibili
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle Ammende) ai sensi della normativa vigente e della giurisprudenza consolidata

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