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Ordinanza

Ordinanza n. 546/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, -del decreto prot. -OMISSIS-. del 3 giugno 2026 del Questore di Prato, con cui è stata dichiarata l'irricevibilità della richiesta di conversione del permesso di soggiorno per motivi familiari in permesso di soggiorno per “lavoro autonomo”; -del decreto prot. -OMISSIS- del 25 maggio 2026 del Questore di Firenze, notificato il 3 giugno 2026, di revoca della carta di soggiorno per familiare di cittadino UE n. -OMISSIS-; -di ogni atto presupposto e/o conseguente, ancorché incognito.

Giustizia amministrativa202601453

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca della carta di soggiorno per familiare di cittadino UE e dichiarazione di irricevibilità della richiesta di conversione in permesso di soggiorno per lavoro autonomo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, il decreto del Questore di Firenze con cui era stata revocata la carta di soggiorno per familiare di cittadino UE e il decreto del Questore di Prato che aveva dichiarato irricevibile la richiesta di conversione del permesso di soggiorno per motivi familiari in permesso di soggiorno per lavoro autonomo. Il testo non specifica ulteriori motivi di illegittimità dedotti. In sede cautelare il ricorrente ha chiesto la sospensione dell'efficacia degli atti impugnati.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. In una valutazione sommaria, ha ritenuto insussistente un sufficiente fumus boni iuris, rilevando che il permesso di soggiorno del quale era stata chiesta la conversione era stato revocato e richiamando la giurisdizione del giudice ordinario sul permesso di soggiorno per motivi familiari. Ha inoltre escluso il periculum in mora, poiché il pregiudizio prospettato, consistente nell'allontanamento dello straniero dal territorio nazionale, si era già verificato essendo stata eseguita l'espulsione. Ha quindi ritenuto non integrati i requisiti dell'art. 55 c.p.a. e ha compensato le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    requisiti per la concessione della tutela cautelare

    La tutela cautelare è stata negata perché il ricorso non presentava sufficiente fumus boni iuris e non sussisteva periculum in mora, essendosi già prodotto il pregiudizio dedotto.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la revoca del titolo di soggiorno del quale sia stata chiesta la conversione può incidere negativamente sul fumus boni iuris della domanda di annullamento del diniego o della declaratoria di irricevibilità della conversione.
  • Il periculum in mora non sussiste quando il pregiudizio posto a fondamento della domanda cautelare, quale l'allontanamento dello straniero dal territorio nazionale, si sia già integralmente verificato mediante l'esecuzione dell'espulsione.
  • La tutela cautelare richiede la compresenza di fumus boni iuris e periculum in mora; l'assenza di uno dei due presupposti è sufficiente a giustificare il rigetto della domanda.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareRiparto di giurisdizione

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