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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3889/2023 del 30/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello che, pur avendo dichiarato l'incompetenza territoriale a favore del Tribunale di Campobasso nei confronti dell'imputato Vincenzo Campidoglio per i capi M), N), O) e P), non ha esteso la declinatoria anche a Lanzara e Mucci; inoltre i ricorrenti deducono vizi di motivazione in ordine alla ritenuta configurabilita del reato di tentata rapina (capo M), sostenendo che gli atti preparatori non consentivano di identificare l'oggetto del reato e non dimostravano il collegamento con l'ufficio postale preso di mira.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo. Ha affermato che, data la natura del vincolo di continuazione e le regole di competenza per connessione, la declinatoria di competenza a favore del Tribunale di Campobasso doveva essere applicata in relazione ai capi M), N), O) e P) anche per Lanzara e Mucci, poiche tali capi avevano visto come concorrenti tutti e tre gli imputati. Tuttavia la Corte ha precisato che il solo vincolo di continuazione non sposta la competenza quando esso non riguarda gli stessi imputati o non vi sia un disegno criminoso comune a tutti; nel caso in esame, per i restanti capi (A-L) non vi era partecipazione del Campidoglio e quindi mancava il presupposto unificante per estendere la competenza originaria. Conseguentemente la Cassazione ha annullato senza rinvio le sentenze di merito e il decreto che disponeva il giudizio per incompetenza per territorio e ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura presso il Tribunale di Campobasso per il prosieguo. Ha inoltre escluso ogni sindacato sulle misure cautelari reali disposte dal giudice incompetente in sede di cognizione, per l'autonomia del procedimento cautelare.

Norme richiamate

  • D.L. n. 137/2020, art. 23 comma 8 (convertito nella L. 176/2020) e successive modificazioni

    La procedura è stata trattata con contraddittorio scritto ai sensi della norma emergenziale richiamata; il richiamo serve a giustificare la forma di trattazione del procedimento

  • art. 110 cod. pen.

    Norma richiamata come elemento di imputazione in relazione ai reati contestati (concorso di persone nel reato)

  • art. 56 cod. pen.

    Richiamata come norma relativa al tentativo di reato (tentata consumazione)

  • art. 628 cod. pen.

    Norma relativa al reato di rapina, richiamata fra i capi contestati (capo M)

  • art. 61 n. 2 cod. pen.

    Circostanza aggravante richiamata in relazione alle imputazioni

  • art. 23 comma 1 n. 2 e comma 4 legge 110/1975

    Richiamata come disciplina normativa collegata alle aggravanti/elementi delle fattispecie contestate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma relativa ai reati di ricettazione o riciclaggio richiamata nei capi contestati

  • art. 12 lett. b) e lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamata in riferimento alla distinzione tra ipotesi che consentono lo spostamento di competenza per connessione: la Corte sottolinea la differenza strutturale tra le due ipotesi e i limiti all'estensione della competenza

  • art. 15 e art. 16 cod. proc. pen.

    Norme sulla competenza per connessione la cui applicazione è ammessa solo se il vincolo di continuazione riguarda gli stessi imputati o vi sia identico disegno criminoso comune a tutti

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Il vincolo di continuazione ha effetti sul piano sostanziale ai fini della determinazione della pena ma non automaticamente sul piano della competenza quando manchi la partecipazione comune

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare che non si provvede ai sensi di tale articolo in ordine alle misure cautelari reali adottate dal giudice incompetente, poiche il sindacato sulla competenza del giudice cautelare non è ammesso in sede di cognizione

  • art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Richiamato come limite per l'enunciazione dei motivi in cassazione (motivazione limitata ai fini dell'atto)

Massime di principio

  • La competenza territoriale per connessione si sposta solo quando il vincolo di continuazione riguarda gli stessi imputati o quando tutti i compartecipi perseguono un identico disegno criminoso comune; non è sufficiente che episodi analoghi siano astrattamente collegabili se mancano gli stessi imputati in tutte le fattispecie
  • Se uno solo dei coimputati ottiene la declinatoria di competenza per territorio, occorre verificare se i fatti per cui è stata disposta la declinatoria sono stati commessi in concorso con gli altri imputati; in caso affermativo e se ricorrono i presupposti di cui sopra, la declinatoria deve essere estesa, altrimenti no
  • La continuazione incide soprattutto sulla determinazione della pena (art. 671 c.p.p.) e non può essere usata automaticamente per modificare la competenza territoriale quando la partecipazione dei soggetti non è la stessa per tutti i reati
  • Per evitare il rischio di giudicati contrastanti, il giudice deve valutare con attenzione la presenza del presupposto unificante (partecipazione comune) prima di assegnare competenze a fori diversi per reati collegati
  • Le misure cautelari reali adottate da un giudice poi dichiarato incompetente non sono automaticamente annullate nel giudizio di merito per effetto dell'incompetenza territoriale, per l'autonomia del procedimento cautelare
  • In impugnazioni per incompetenza territoriale, è fondamentale analizzare la struttura dei capi di imputazione e la composizione dei concorrenti rispetto a ciascun capo per stabilire correttamente la competenza

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