Sentenza del 14/05/2015 n. 4387 - Comm. Trib. Prov. Milano
RADDOPPIO DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO - EFFETTI DELLA VOLUNTARY DISCLOSURE - Raddoppio dei termini di accertamento - Sussistenza dell'obbligo di denuncia di reato - Esame incidentale del giudice tributario - Voluntary disclosure - Sanatoria degli aspetti penali del fatto - Termine breve dell'accertamento.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stato affermato che la voluntary disclosure impedisce l'applicazione del raddoppio dei termini di accertamento, poiché elimina o sana gli aspetti penali del comportamento del contribuente e, conseguentemente, viene meno il presupposto dell'obbligo di denuncia. L'accertamento deve quindi essere effettuato entro il termine ordinario, più breve.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava l'applicabilità del raddoppio dei termini per l'accertamento previsto dall'art. 37 del d.l. 223/2006, applicabile quando sussistono i presupposti per l'obbligo di denuncia di un reato ai sensi dell'art. 331 c.p.p. Il contribuente sosteneva che l'adesione alla voluntary disclosure, sanando gli aspetti penali della condotta, impedisse il ricorso al termine raddoppiato.
Norme richiamate
Art. 37 del d.l. 223/2006
Ove sussistano i presupposti per l'obbligo di denuncia di cui all'art. 331 c.p.p., il termine per l'accertamento delle maggiori imposte è raddoppiato.
Il raddoppio dei termini presuppone concretamente l'esistenza dei presupposti per la denuncia penale; non è sufficiente una contestazione astratta o meramente ipotetica.
Art. 331 c.p.p.
La norma individua l'obbligo di denuncia dei reati perseguibili d'ufficio da parte dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio. Tale obbligo costituisce il presupposto per l'applicazione del termine di accertamento raddoppiato.
Disciplina della voluntary disclosure
L'adesione alla procedura regolarizza la posizione fiscale e produce effetti di sanatoria sugli aspetti penali previsti dalla disciplina, facendo venir meno il presupposto per l'utilizzo del termine lungo di accertamento.
Massime di principio
- Il raddoppio dei termini di accertamento non opera automaticamente: l'Amministrazione deve poter ricondurre i fatti a un obbligo concreto di denuncia penale.
- Il giudice tributario può esaminare incidentalmente la sussistenza dei presupposti dell'obbligo di denuncia, anche senza attendere l'esito di un procedimento penale.
- Quando una procedura di voluntary disclosure sana gli aspetti penali della condotta, non può essere utilizzato il raddoppio fondato proprio su quei medesimi aspetti penali.
- In situazioni analoghe occorre verificare sia la sussistenza effettiva dell'obbligo di denuncia sia gli effetti sananti della procedura adottata dal contribuente; in mancanza di tali presupposti si applica il termine ordinario di accertamento.
- La regolarizzazione fiscale non comporta necessariamente l'invalidità dell'accertamento nel merito, ma può incidere decisivamente sulla sua tempestività.
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