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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31496/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale di Palmi che non ha convalidato l'arresto di Habasescu per i reati di resistenza a pubblico ufficiale (capo 2) e lesioni personali lievi (capo 3). Denuncia violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che gli agenti erano legittimati a richiedere l'identificazione e l'accompagnamento, che l'indagato si era rifiutato di fornire documenti e chiavi, e che la condotta dell'indagato configurerebbe resistenza e lesioni; contesta inoltre l'applicazione della scriminante prevista dall'art. 393-bis c.p.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente ricostruito i fatti e motivato la decisione: gli agenti conoscevano le generalita dell'indagato, la consegna delle chiavi e l'accompagnamento non erano imposti nel caso concreto, e non era dimostrata la sussistenza immediata delle aggravanti per procedere d'ufficio per le lesioni (che richiedono querela). Il Tribunale aveva inoltre valutato credibilmente l'ipotesi di percosse da parte della polizia e trasmesso gli atti al P.M. per accertamenti. La Corte sottolinea che il giudizio di convalida deve basarsi sugli elementi disponibili al momento e che il ricorso del P.M. si fondava in larga parte su fatti emersi successivamente o su valutazioni di merito non sindacabili in Cassazione.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73 comma 5

    Usata dal Tribunale per la riqualificazione del fatto relativo al coinquilino (detenzione/traffico di droga) e per distinguere le posizioni processuali tra i due indagati.

  • codice di procedura penale, art. 349

    Riferito alla misura dell'accompagnamento coattivo per identificazione; la Corte ha richiamato che l'accompagnamento è legittimo solo se sussistono i presupposti dell'articolo (ad esempio rifiuto a farsi identificare o elementi che rendono dubbie le generalità).

  • codice di procedura penale, art. 337

    Richiamato dal ricorrente in relazione alle norme sulla convalida dell'arresto; nella decisione si è comunque valorizzato il limite temporale della conoscenza degli elementi al momento della convalida.

  • codice penale, art. 393-bis

    La Corte ricorda che la scriminante per la reazione ad atti arbitrari del pubblico ufficiale non legittima ogni reazione: va valutata la proporzionalità e la stretta necessità dell'azione difensiva; la questione è rilevante ma non ha portato alla diversa valutazione sulla convalida nel caso concreto.

  • codice penale, art. 651

    Citato ai fini della contestazione formale nei confronti dell'indagato; non decisivo ai fini della convalida dell'arresto qui impugnata.

  • D. Lgs. 1944 n. 288, art. 4 (richiamato nella giurisprudenza Cassone)

    Nella giurisprudenza richiamata individua una scriminante in casi di atti arbitrari del pubblico ufficiale durante l'accompagnamento; la Corte ne ha considerato il principio rilevante per verificare la legittimità dell'intervento di polizia nel caso concreto.

Massime di principio

  • La convalida dell'arresto va decisa sulla base degli elementi disponibili al momento dell'arresto: fatti successivi non possono retroagire per giustificare un'arresto non convalidato.
  • L'accompagnamento coattivo per identificazione (art. 349 c.p.p.) è legittimo solo se sussistono i presupposti normativi (rifiuto a farsi identificare o fondati dubbi sulle generalità); la mera conoscenza informale del soggetto da parte degli agenti può rendere ingiustificato l'accompagnamento.
  • La scriminante per reazione ad atti arbitrari del pubblico ufficiale (art. 393-bis c.p.) ha natura restrittiva: ammessa solo se la reazione è proporzionata e strettamente necessaria a difendere un diritto, e non legittima risposte aggressive o ripetute in assenza di strette esigenze di difesa.
  • Le lesioni personali lievi sono spesso procedibili a querela; se manca la querela, l'azione d'ufficio può essere limitata salvo ricorressero aggravanti che giustifichino la procedibilità d'ufficio.
  • In sede di impugnazione in Cassazione non è consentito trasformare questioni di diritto in riesame del merito: la Corte verifica motivazione e diritto, non rivaluta in pieno la ricostruzione probatoria già adeguatamente motivata dal giudice di merito.
  • Se emergono elementi di possibile uso eccessivo della forza da parte della polizia, il giudice di convalida può trasmettere gli atti al P.M. per approfondimenti invece di convalidare l'arresto.

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