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Sentenza

Sentenza del 12/06/2015 n. 2615 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Dividendi - Società figlia residente e madre comunitaria - Esenzione dividendi - Abuso - Escluso.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava l'applicazione dell'esenzione sui dividendi distribuiti da una società figlia italiana alla propria società madre comunitaria, ai sensi dell'art. 27-bis, comma 5, del d.P.R. 600/1973. L'Amministrazione contestava, in sostanza, l'utilizzo abusivo del regime agevolativo, ritenendo che la struttura societaria fosse finalizzata principalmente a ottenere un vantaggio fiscale. Il giudice ha invece escluso l'abuso, rilevando la presenza di ragioni extra-fiscali non marginali, anche di natura organizzativa, consistenti nell'effettivo svolgimento da parte della società portoghese del ruolo di sub-holding del gruppo e nel miglioramento funzionale e strutturale dell'impresa.

La decisione

Il giudice ha riconosciuto l'applicabilità del regime di esenzione ai dividendi distribuiti dalla società italiana alla società madre portoghese. È stato ritenuto sufficiente che la struttura societaria perseguisse anche finalità economiche e organizzative effettive, ulteriori rispetto al risparmio fiscale. L'art. 27-bis, comma 5, del d.P.R. 600/1973 non è stato interpretato come ostativo all'esenzione quando l'operazione non costituisce una costruzione di puro artificio. La decisione si è inoltre posta in linea con la libertà di stabilimento garantita dal diritto dell'Unione europea.

Norme richiamate

  • Art. 27-bis, comma 5, del d.P.R. 600/1973

    La norma non impedisce l'applicazione dell'esenzione sui dividendi infragruppo comunitari quando sia escluso il carattere abusivo dell'operazione e siano dimostrate ragioni extra-fiscali effettive e non marginali.

  • Art. 49 TFUE

    Vieta le restrizioni alla libertà di stabilimento dei cittadini di uno Stato membro nel territorio di un altro Stato membro.

    Le norme nazionali che limitano la libertà di stabilimento sono ammissibili solo quando contrastano costruzioni di puro artificio dirette a eludere la normativa fiscale nazionale.

  • Sentenza della Corte di Giustizia UE, Cadbury Schweppes, causa C-196/04, par. 51

    Una misura nazionale che restringe la libertà di stabilimento è ammessa se concerne specificamente le costruzioni di puro artificio finalizzate ad eludere la normativa dello Stato membro interessato.

    La presenza di una società in un altro Stato membro non è abusiva di per sé; occorre dimostrare che essa sia priva di effettiva sostanza economica e costituisca una costruzione artificiosa.

Massime di principio

  • L'esenzione sui dividendi distribuiti tra società residenti in Stati membri diversi non può essere negata automaticamente solo perché produce un vantaggio fiscale.
  • Per contestare l'abuso l'Amministrazione deve dimostrare che la struttura societaria sia una costruzione di puro artificio, priva di effettiva sostanza economica.
  • Ragioni extra-fiscali valide possono consistere anche in esigenze organizzative, di coordinamento, gestione del gruppo o miglioramento funzionale e strutturale dell'impresa; non è necessario che siano esclusivamente produttive o operative.
  • L'effettivo svolgimento del ruolo di holding o sub-holding, accompagnato da adeguata documentazione societaria e organizzativa, può costituire un elemento idoneo a escludere l'abuso.
  • La valutazione deve essere concreta e complessiva: occorre verificare la sostanza economica della società, le sue funzioni effettive e la coerenza della struttura con le esigenze del gruppo.

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