Cassazione Penale, Sentenza n. 11741/2023 del 20/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente era stata condannata per peculato (art. 314 c.p., con concorso di reati ai sensi dell'art. 81 c.p.) per essersi appropriata di euro 24.000,00 dall'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo mediante accessi telematici al conto dell'ente e trasferimenti su proprio conto, avendo la disponibilità esclusiva di una chiavetta USB che le consentiva i prelievi on line. In cassazione ha contestato la configurabilità del peculato sostenendo di non appartenere alla pubblica amministrazione e di non avere un potere di maneggio di denaro pubblico né un rapporto che simulasse la funzione pubblica; ha dedotto che la disponibilità qualificata necessaria per il peculato non può derivare da singoli atti criminosi occasionali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il peculato può realizzarsi anche quando la disponibilità del denaro derivi dall'esercizio di fatto o arbitrario di funzioni pubbliche, non essendo necessario che tale disponibilità derivi da un inquadramento giuridico formale; ha escluso la configurabilità del fatto come meramente occasionale nel caso di ripetuti prelievi telematici gestiti tramite la chiavetta USB di cui la ricorrente aveva la disponibilità esclusiva. Conseguentemente il rigetto produce la conferma della condanna e la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 314 cod. pen.
Norma che punisce il peculato; interpretata dalla Corte nel senso che il reato si configura anche quando la disponibilità del denaro pubblico deriva dall'esercizio di fatto o arbitrario di funzioni pubbliche, non soltanto da una posizione formale di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
art. 81 cod. pen.
Richiamata per la fattispecie di concorso di reati; la Corte applica i principi sul concorso formale o materiale dei reati nel contesto della condotta appropriativa.
Massime di principio
- Il peculato può integrarsi non solo quando l'agente sia formalmente pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, ma anche quando, di fatto, eserciti funzioni che gli conferiscono la disponibilità del denaro pubblico (possesso qualificato).
- La qualificazione del possesso come 'derivante da esercizio di fatto di funzioni' dipende da elementi concreti di disponibilità e controllo (es. strumenti esclusivi di accesso, continuità di gestione), non solo dalla titolarità formale del rapporto di lavoro.
- Non è determinante che l'accesso al denaro sia avvenuto mediante atti criminali singoli: atti appropriativi reiterati e posti in essere avvalendosi di una posizione di fatto che consente la disponibilità del denaro possono integrare il peculato.
- Va escluso il peculato quando la disponibilità è meramente occasionale, fortuita o dipendente da eventi casuali; spetta al giudice valutare la ripetizione, la continuità e l'esclusività dell'accesso per distinguere i casi.
- In situazioni simili occorre raccogliere e valutare prove sulla natura del rapporto (continuità, strumenti di accesso, ruoli effettivi svolti) e sulla esclusività dell'accesso ai fondi per stabilire se sussista la 'disponibilità qualificata' idonea a configurare il peculato.
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