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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31625/2023 del 14/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (straniero)

La controversia

La controversia nasce da un decreto prefettizio di espulsione emesso nei confronti di uno straniero ai sensi dell'art. 13, comma 2, lett. a), d. lgs. 286/1998, sul presupposto che fosse entrato in Italia sottraendosi ai controlli di frontiera. Il Giudice di pace di Ferrara aveva rigettato l'opposizione ritenendo che la presenza sul territorio fosse irregolare e che sussistessero i presupposti legali dell'espulsione; la misura espulsiva era poi stata eseguita mediante trattenimento in un CPR, con convalida del Giudice di pace di Torino. In cassazione il ricorrente deduceva, in un motivo per ciascun procedimento riunito, la violazione degli artt. 10 e 13 d. lgs. 286/1998: sosteneva che non vi fosse stata sottrazione ai controlli di frontiera, poiché l'ingresso era avvenuto via mare con soccorso da parte di un mezzo della Marina Militare e con effettuazione di controllo e fotosegnalamento; quindi il decreto di espulsione era stato fondato su una fattispecie normativa erronea e il trattenimento, dipendendo da un'espulsione valida, doveva cadere anch'esso.

La decisione

La Corte ha riunito i due ricorsi per la connessione e il rapporto di pregiudizialità tra espulsione e trattenimento. Ha ritenuto fondato il motivo relativo all'espulsione, affermando che il decreto prefettizio era illegittimo perché aveva contestato la sottrazione ai controlli di frontiera, mentre dagli atti risultava che un controllo era stato eseguito in occasione del soccorso marittimo. Poiché il giudice dell'opposizione deve verificare solo la specifica causa di espulsione indicata nel decreto e non può confermarlo per una ragione diversa non contestata, la Corte ha cassato l'ordinanza del Giudice di pace di Ferrara e, decidendo nel merito, ha dichiarato l'illegittimità del decreto di espulsione. Conseguentemente ha cassato senza rinvio anche l'ordinanza di convalida del trattenimento del Giudice di pace di Torino, venendo meno il presupposto necessario del trattenimento. Non sono state liquidate spese per la presenza del patrocinio a spese dello Stato e per la soccombenza di una amministrazione statale.

Norme richiamate

  • art. 13 d. lgs. 286/1998

    comma 2, lett. a); comma 3; comma 8

    Il decreto di espulsione è atto vincolato e deve indicare in modo specifico la causa di fatto posta a base dell'espulsione; nel giudizio di opposizione il giudice verifica solo la sussistenza della specifica ipotesi contestata e, se essa manca, non può confermare l'espulsione per una diversa ragione non indicata nel decreto.

  • art. 14 d. lgs. 286/1998

    Il trattenimento presso il CPR è misura strumentale all'esecuzione di un valido provvedimento di espulsione o respingimento e viene meno se tale presupposto manca.

  • art. 18 d. lgs. 150/2011

    Disciplina il giudizio di opposizione all'espulsione e il relativo rito.

  • art. 274 cod. proc. civ.

    La riunione di procedimenti connessi è consentita anche in sede di legittimità quando vi sia un rapporto di pregiudizialità tra le decisioni impugnate separatamente.

  • art. 360, comma 1, n. 3, cod. proc. civ.

    La violazione di legge è veicolata come unico motivo di ricorso avverso l'ordinanza di opposizione all'espulsione.

  • art. 384, comma 2, cod. proc. civ.

    In assenza di ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può decidere nel merito dopo la cassazione dell'ordinanza impugnata.

  • art. 82 d.P.R. n. 115/2002

    Nel patrocinio a spese dello Stato il compenso e le spese del difensore sono liquidati dal giudice del procedimento mediante apposita istanza.

  • art. 83, comma 2, d.P.R. n. 115/2002

    Nel giudizio di cassazione la liquidazione avviene secondo le regole indicate dalla norma, richiamate dalla Corte in caso di cassazione senza rinvio.

  • art. 133 d.P.R. n. 115/2002

    La condanna delle spese in favore dello Stato non si riferisce all'ipotesi in cui soccombente sia un'amministrazione statale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione a decreto di espulsione lo scrutinio del giudice è limitato alla specifica causa di espulsione indicata nel provvedimento; se la fattispecie di fatto posta a base del decreto non sussiste, il decreto va annullato e non può essere salvato invocando una diversa ragione espulsiva non contestata.
  • L'espulsione amministrativa dello straniero è atto vincolato: la motivazione deve individuare con precisione la situazione di fatto presupposta, perché essa delimita il thema decidendum e il diritto di difesa dell'espellendo.
  • La 'sottrazione ai controlli di frontiera' presuppone un ingresso senza effettivo controllo; se un controllo di frontiera è stato comunque eseguito, anche se non ha impedito l'ingresso, non ricorre quella specifica ipotesi di espulsione, restando eventualmente configurabile un diverso titolo espulsivo.
  • Il trattenimento nel CPR ha natura strumentale e presuppone la validità del decreto di espulsione o di respingimento: la caducazione o l'illegittimità del provvedimento presupposto travolge anche la convalida del trattenimento.
  • La riunione di ricorsi in cassazione è ammissibile anche tra decisioni rese in giudizi separati quando esista un rapporto di pregiudizialità, in funzione di economia processuale e certezza del diritto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizione
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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