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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38776/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Arezzo nella parte in cui è stato confermato il sequestro probatorio del telefono cellulare iPhone. Il ricorrente deduce la carenza di motivazione del provvedimento originario (decreto di convalida del sequestro) e la contraddittorietà/illegittimità dell'ordinanza impugnata nella parte in cui essa ha tentato di integrare ex post l'apparato motivazionale del decreto, senza fornire le specifiche ragioni probatorie e senza precisare la natura del bene sequestrato (corpo del reato o cosa pertinente).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato; ha rilevato che sia il decreto di convalida che l'ordinanza del riesame mancavano della motivazione necessaria (assenza di descrizione della condotta ipotizzata, della natura del bene e delle esigenze probatorie). Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di convalida del sequestro emesso il 21/03/2024 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, disponendo la restituzione del bene sequestrato in favore dell'avente diritto.

Norme richiamate

  • art. 253 c.p.p.

    Stabilisce l'obbligo di motivazione del decreto di sequestro probatorio; se gli atti cui si rinvia non sono allegati al decreto, la loro ostensione successiva non è sufficiente a garantire il diritto di difesa.

  • art. 355 c.p.p.

    Impone un onere motivazionale anche per il decreto di convalida del sequestro; la convalida non può limitarsi a enunciare le norme invocate.

  • art. 275 c.p.p.

    I principi di adeguatezza, proporzionalità e gradualità, pur previsti per le misure cautelari personali, devono orientare anche la scelta di misure cautelari reali per evitare eccessive compressioni dei diritti di proprietà.

  • art. 324 c.p.p.

    Regola i termini per il riesame; la Corte evidenzia che l'ostensione tardiva degli atti richiamati nel decreto può impedire un'effettiva valutazione difensiva nel termine utile per il riesame.

  • Costituzione

    Richiamata per il principio di tutela del diritto di proprietà quale bilanciato con le esigenze investigative.

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Richiamata per il principio di rispetto dei beni e della proprietà dell'individuo.

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio (e la sua convalida) deve contenere una motivazione specifica e non meramente formale: deve indicare la condotta ipotizzata, le coordinate spazio-temporali, la natura del bene e la relazione probatoria tra bene e reato.
  • La motivazione "per relationem" è ammessa solo se l'atto cui si rinvia è congruamente motivato, conosciuto o allegato al decreto, e il giudice dimostra di averne valutato criticamente il contenuto; la semplice richiamazione di atti di polizia giudiziaria non è sufficiente se questi non sono accessibili al destinatario al momento della decisione.
  • Il tribunale del riesame non può supplire, di propria iniziativa, alla carenza motivazionale del decreto genetico individuando ex novo le finalità del sequestro: tale attività è riservata al pubblico ministero titolare delle indagini.
  • In caso di mancanza radicale della motivazione circa la finalità probatoria e la pertinenza del bene, la Corte di cassazione pronuncia l'annullamento senza rinvio del decreto e dell'ordine di conferma e dispone la restituzione del bene.
  • Nell'applicare misure cautelari reali occorre valutare preventiva e adeguatamente i principi di adeguatezza, proporzionalità e gradualità per evitare limitazioni ingiustificate al diritto di proprietà.

Testo integrale

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