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Sentenza

Sentenza n. 597/2026 - Bari, Sezione 1

per l'accertamento del diritto del ricorrente ai benefici economici normativi contemplati all'art 6 bis comma 2 del DL n.387/1987 e ss.mm., con il conseguente obbligo dell'Amministrazione di provvedere alla rideterminazione dell'indennità di buonuscita, mediante l'inclusione nella relativa base di calcolo, di 6 scatti stipendiali, oltre interessi e rivalutazione sul dovuto sino all'effettivo soddisfo; previo annullamento ove occorra ed ove sussistenti, di ogni atto, anche incognito, presupposto, endoprocedimentale, istruttorio, consultivo, consequenziale, successivo delle Amministrazioni evocate in giudizio, se ed in quanto intervenuti.

Giustizia amministrativa202201090

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: mancata rideterminazione dell'indennità di buonuscita mediante inclusione di sei scatti stipendiali nella base di calcolo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ente previdenziale e ministero)

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'accertamento del diritto ai benefici economici e normativi previsti dall'art. 6-bis, comma 2, del d.l. n. 387/1987, con conseguente obbligo delle amministrazioni di rideterminare l'indennità di buonuscita includendo nella base di calcolo sei scatti stipendiali, oltre interessi e rivalutazione. Ha inoltre chiesto, ove occorrente, l'annullamento degli atti presupposti, endoprocedimentali, istruttori, consultivi e consequenziali. Nel corso del giudizio l'INPS ha depositato documentazione attestante il pagamento degli emolumenti rivendicati. Il ricorrente non ha contestato l'avvenuto pagamento e ha chiesto soltanto la liquidazione delle spese di giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che il pagamento degli emolumenti rivendicati aveva soddisfatto la pretesa sostanziale e che il ricorrente non aveva mosso contestazioni dopo il deposito della documentazione. In applicazione del criterio della soccombenza potenziale, il Collegio ha posto le spese a carico dell'INPS, reputando rilevante la giurisprudenza pacifica e consolidata favorevole al riconoscimento degli emolumenti richiesti. L'INPS è stato condannato al pagamento di euro 1.000, oltre accessori di legge, nonché al rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 6-bis, comma 2, d.l. n. 387/1987

    Norma posta a fondamento della pretesa al riconoscimento dei benefici economici e dell'inclusione di sei scatti stipendiali nella base di calcolo dell'indennità di buonuscita.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Applicato per dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento insieme alla disciplina processuale applicata alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • Il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione soddisfa integralmente la pretesa sostanziale dedotta e il ricorrente non contesta l'avvenuto adempimento.
  • La regolazione delle spese può essere effettuata secondo il criterio della soccombenza potenziale anche in caso di improcedibilità sopravvenuta; a tal fine il giudice può valorizzare una giurisprudenza pacifica e consolidata favorevole alla pretesa azionata.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenzialeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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