Cassazione Penale, Sentenza n. 24405/2024 del 20/06/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Amadei ha impugnato l'ordine di indagine europeo relativo al sequestro del cavallo "Irish Coffee" contestando cinque motivi: 1) insufficienza del fumus commissi delicti e assenza di indizi per la contestazione provvisoria di concorso in furto, rilevando che il trasferimento all'estero dell'animale era per cure veterinarie documentate; 2) difetto di legittimazione alla querela della Michol Del Signore, sostenendo che il sequestro civile era stato chiesto da terzi (BGS International) e non dalla Del Signore; 3) l'animale non avrebbe natura di "corpo del reato" né di cosa pertinente, per l'art. 388 c.p.; 4) vizio di motivazione sull'esistenza di esigenze probatorie a fondamento del sequestro, che sarebbe invece finalizzato alla restituzione in sede civile; 5) violazione del principio di proporzionalità (art. 7 d.lgs. n.108/2017) e mancato pericolo di occultamento o distruzione della prova, anche in considerazione delle esigenze di tutela sanitaria dell'animale.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione ai sensi dell'art. 325 c.p.p.: Amadei era mero custode nominato in un procedimento civile e non titolare di un diritto soggettivo o di una posizione possessorio/autonoma che legittimasse l'impugnazione volta alla restituzione della cosa. Il Collegio ha comunque qualificato il sequestro come sequestro del corpo del reato, finalizzato a esigenze probatorie (art. 253 c.p.p.), ma non ha esaminato nel merito le doglianze sulla proporzionalità o sulla tutela della salute dell'animale. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali; non è stata irrogata la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 388 cod. pen.
Richiamato come norma relativa alla possibile qualificazione dell'animale come cosa pertinente o corpo del reato; il ricorrente contestava tale qualificazione, ma la Corte ha comunque ritenuto il sequestro strumentale a finalità probatorie (sequestro del corpo del reato) ai sensi di altra normativa processuale.
art. 624-625 cod. pen.
Norme richiamate in relazione alla contestazione provvisoria del furto aggravato in concorso; la decisione di inammissibilità non ha esaminato nel merito la fondatezza delle imputazioni penali.
art. 325 cod. proc. pen.
La Corte ha applicato questa norma per stabilire la legittimazione a proporre ricorso per cassazione avverso le ordinanze del tribunale per il riesame: può ricorrere, oltre al PM e all'imputato/indagato, solo "la persona cui le cose sequestrate devono essere restituite"; tale soggetto deve avere una posizione giuridica autonoma (diritto soggettivo o situazione possessoria tutelata). Amadei, quale mero custode nominato in un procedimento civile, non possedeva tale posizione e quindi non era legittimato.
art. 253 cod. proc. pen.
La Corte ha qualificato il sequestro operato tramite ordine di indagine europeo come sequestro volto a finalità probatorie (sequestro del corpo del reato) ai sensi di questa disposizione.
art. 322 cod. proc. pen.
Riferita come disposizione che consente all'indagato di proporre richiesta di riesame del titolo cautelare; la Corte osserva però che tale possibilità di impugnazione richiede un interesse concreto e attuale alla restituzione della cosa.
art. 61 cod. proc. pen.
Richiamato per precisare che l'indagato, ai sensi dell'art. 61, può essere considerato nell'alveo delle parti che possono impugnare, ma resta comunque necessaria la sussistenza dell'interesse concreto alla restituzione per poter agire autonomamente.
art. 7 d.lgs. n. 108 del 2017
Norma invocata dal ricorrente per rilevare violazione del principio di proporzionalità; la Corte non ha valutato il merito della doglianza sulla proporzionalità in quanto ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione.
Massime di principio
- Solo chi ha un diritto soggettivo o una posizione possessoria tutelata che dia diritto alla restituzione della cosa può proporre ricorso per cassazione avverso le ordinanze del tribunale per il riesame relative a sequestri (art. 325 c.p.p.).
- Il mero custode nominato in un procedimento civile non ha legittimazione autonoma a impugnare i provvedimenti di sequestro penalmente disposti se non dispone di un titolo giuridico sulla cosa o di specifica autorizzazione del giudice civile.
- Quando un sequestro è finalizzato a esigenze probatorie (sequestro del corpo del reato) la sua legittimità viene valutata con riferimento alle norme processuali sulle cautele probatorie; tuttavia, l'assenza di legittimazione ad impugnare impedisce l'esame delle questioni di merito (proporzionalità, esigenze sanitarie, ecc.).
- In casi di sequestro transfrontaliero tramite ordine di indagine europeo, è importante produrre e far riconoscere formalmente titoli di proprietà/possesso o autorizzazioni giudiziarie per assumere la qualità necessaria ad agire in giudizio per la restituzione.
- Se si vuole contestare misure cautelari su beni mobili particolari (es. animali), il soggetto che agisce dovrebbe: a) documentare un titolo giuridico di proprietà o di possesso opponibile; b) ottenere dal giudice civile eventuali autorizzazioni per il dissequestro o per la gestione sanitaria; c) eccepire tempestivamente, e con prove, la sproporzione o il rischio per la salute dell'animale, tenendo conto che tali profili potrebbero non essere esaminati se viene rilevato un difetto di legittimazione.
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