Cassazione Penale, Sentenza n. 11555/2023 del 20/03/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Bari del 19/10/2021. Scopece denuncia la nullità della sentenza per violazione del diritto a partecipare al processo a causa del rigetto della richiesta di rinvio dell'udienza (legittimo impedimento del difensore e motivi di salute personali). Bruno deduce più motivi: carenza e manifesta illogicità della motivazione con riferimento alle conversazioni intercettate e agli appostamenti di polizia (inosservanza degli artt. 192 e 533 c.p.p.), mancata valutazione critica dei riscontri probatori e della possibilità di cessione dello stupefacente; contesta inoltre la qualificazione della recidiva e la irragionevole commisurazione della pena. Sono poi proposti motivi aggiunti nel interesse di Bruno riguardo alla prescrizione sopravvenuta dopo la sentenza impugnata.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Scopece (perché la violazione del contraddittorio non comportava per lui conseguenze favorevoli: non ha allegato la "evidenza" della propria innocenza) e ha condannato Scopece alle spese e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. Quanto a Bruno, la Corte ha accolto il ricorso non manifestamente infondato, ha ritenuto che la motivazione d'appello fosse inadeguata perché non poteva limitarsi al rinvio alla sinteticità del GUP sulle numerose questioni sollevate e ha rilevato d'ufficio la prescrizione dei reati a lui ascritti (ultimamente contestato il 27/03/2011), stabilendo che i reati si sono estinti per prescrizione al più tardi il 16/10/2022. Perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Bruno Angelo per estinzione dei reati; ha invece dichiarato inammissibile il ricorso di Scopece Alessandro.
Norme richiamate
art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Invocato da Scopece per dedurre nullità della sentenza per violazione del diritto a partecipare; la Corte rileva che tale vizio non produceva effetto favorevole per l'imputato in assenza di prova "evidente" di innocenza
art. 129, comma 2, cod. proc. pen.
Richiamato per spiegare i casi in cui il giudice può emettere formula di assoluzione o dichiarare non doversi procedere: la Corte sottolinea che la formula più liberatoria può essere adottata solo quando la "evidenza" della innocenza o dell'inesistenza del fatto emerge ictu oculi dagli atti
art. 533 cod. proc. pen.
Riferito dal ricorrente; la Corte valuta le doglianze su motivazione e istruttoria con riguardo agli obblighi di motivazione e alle necessarie risposte alle censure
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente in tema di valutazione delle intercettazioni; la Corte verifica la mancata analisi critica delle conversazioni da parte della Corte d'appello
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per l'imposizione delle spese e della somma a favore della Cassa delle ammende nei confronti del ricorrente inammissibile (Scopece)
art. 73, d.P.R. n. 309 del 1990
Norma del codice stupefacenti alla base del capo di imputazione per Bruno; la Corte valuta i termini di prescrizione con riferimento a tale fattispecie
art. 568, comma 4, cod. proc. pen. (richiamata nella giurisprudenza e nella sentenza della Corte Costituzionale)
Citata nella disamina giurisprudenziale: la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l'interpretazione che esclude l'interesse ad impugnare sentenze di proscioglimento per prescrizione pronunciate "de plano" senza contraddittorio
art. 469 cod. proc. pen.
Riferito in relazione alla possibilità di definire il giudizio in camera di consiglio e all'esigenza che, comunque, le parti siano ascoltate: sottolinea l'importanza del contraddittorio anche quando si definisce il processo per via sommaria
Massime di principio
- La mera violazione del diritto al contraddittorio non garantisce l'accoglimento del ricorso in Cassazione se l'imputato non allega l'"evidenza" della propria innocenza; senza tale allegazione il ricorso può essere dichiarato inammissibile.
- Quando la Corte d'appello adotta motivazione per relationem rinviando al primo grado, ciò è legittimo solo se il primo giudice ha effettivamente esaminato in modo esauriente e le censure d'appello non apportano elementi nuovi o critiche specifiche; in presenza di questioni non adeguatamente trattate il rinvio è improprio.
- La Corte di cassazione può rilevare d'ufficio la prescrizione sopravvenuta rispetto alla sentenza impugnata e annullare la sentenza per estinzione del reato senza rinvio quando la prescrizione è manifestamente maturata.
- Nelle contestazioni fondate su intercettazioni e riscontri indiziari il giudice deve fornire motivazione puntuale e rispondere alle censure critiche: la genericità della motivazione è vulnerabile in sede di legittimità.
- Le sentenze di proscioglimento pronunciate "de plano" (senza contraddittorio) sono impugnabili, e la giurisprudenza e la Corte costituzionale riconoscono rilevanza all'interesse dell'imputato a ottenere la verifica in un giudice di merito delle formule più liberatorie.
- Un ricorso in Cassazione inammissibile può comportare oneri pecuniari (spese e versamento alla Cassa delle ammende) se la inammissibilità è ascrivibile a colpa del ricorrente.
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