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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36398/2023 del 31/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di consegna in esecuzione di mandato d'arresto europeo emesso dal Tribunale di Vatra Dornei il 19/04/2023 per il reato di furto pluriaggravato (artt. 228 e 229 Codice rumeno). Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Bologna sostenendo che le condizioni di detenzione in Romania (in particolare le dimensioni della cella, calcolo dei 3 m² e inclusione del letto/armadi nel computo della superficie) comporterebbero rischio concreto di trattamenti inumani o degradanti in violazione dell'art. 2 L. n. 69/2005 e della giurisprudenza CEDU e di legittimità; ha inoltre censurato la motivazione (art. 125 c.p.p.) e dedotto il proprio radicamento in Italia (art. 18-bis L. n. 69/2005).

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il primo motivo relativo al calcolo dello spazio minimo nella cella ritenendolo fondato: la sentenza impugnata non ha specificato se il letto fosse fisso o facilmente spostabile né il numero di detenuti per cella, e quindi non ha dato informazioni sufficienti per escludere il rischio di trattamenti inumani o degradanti. Per tale motivo la sentenza è annullata e il giudizio rinviato ad altra sezione della Corte di appello di Bologna perché acquisisca informazioni più dettagliate dallo Stato richiedente e verifichi la conformità delle condizioni di detenzione ai criteri di legittimità e CEDU. Gli altri motivi (logica della motivazione sul periodo in carcere chiuso; radicamento) sono stati ritenuti inammissibili o manifestamente infondati/o preclusi. Disposto annullamento con rinvio.

Norme richiamate

  • Codice penale rumeno, artt. 228 e 229

    Indicano i reati per cui è stato emesso il mandato d'arresto europeo (furto pluriaggravato).

  • Legge n. 69/2005, art. 2

    Riserva il divieto di estradizione/consegna quando sussista rischio di sottoporre il consegnando a trattamenti contrari al senso di umanità (allineamento agli standard CEDU).

  • Legge n. 69/2005, art. 16

    Norme procedurali relative al mandato d'arresto europeo e alla procedura di consegna; richiamata nella fase decisionale.

  • Legge n. 69/2005, art. 18-bis

    Prevede l'esame del radicamento del richiedente in Italia quale criterio rilevante ai fini della valutazione della consegna; richiede adeguata documentazione probatoria.

  • Legge n. 69/2005, art. 17

    Previsioni sulla procedura di consegna; citata nel panorama normativo della materia.

  • Legge n. 69/2005, art. 22, comma 5

    Prescrive adempimenti amministrativi a seguito della decisione di annullamento; richiamata nella parte dispositiva.

  • Codice di procedura penale, art. 125

    Richiama il principio di motivazione; il ricorrente deduceva motivazione apparente sul punto della valutazione degli elementi compensativi, ma la Corte ha ritenuto il motivo infondato/inedito per la via di legittimità.

  • Codice di procedura penale, art. 625-bis

    Norma sul ricorso per errore di fatto in sede di legittimità; la Corte ha ritenuto inapplicabile lo strumento alle censure sul presunto radicamento del ricorrente.

  • Cassazione, Sezioni Unite, n. 6551/2020 (Commisso)

    La duplice regola dettata dalla Corte EDU puo' essere interpretata nel senso che... lo spazio occupato dai mobili va computato solo per gli arredi facilmente spostabili; il letto a castello rientra tra gli arredi fissi ed e' escluso dal calcolo

    Principio chiave: nel calcolo dei metri quadri minimi nella cella si devono detrarre gli arredi fissi (es. letti a castello, armadi ancorati), mentre arredi facilmente spostabili possono essere inclusi nel computo. Occorre acquisire informazioni individualizzate dallo Stato richiedente su caratteristiche del mobilio e numero di detenuti.

  • Giurisprudenza CEDU

    Fornisce i parametri di conformità delle condizioni detentive rispetto al divieto di trattamenti inumani o degradanti; utilizzata come parametro interpretativo per il controllo sulla consegna.

Massime di principio

  • Nel valutare la consegna ai sensi del mandato d'arresto europeo, il giudice deve acquisire informazioni 'individualizzate' e dettagliate dallo Stato richiedente sulle condizioni carcerarie (dimensioni della cella, caratteristiche del mobilio, numero di detenuti, accesso a passeggiate/aree comuni).
  • Il computo della superficie minima calpestabile (3 m²) esclude gli arredi fissi (es. letti a castello o armadi ancorati); invece arredi facilmente spostabili possono essere considerati nel calcolo solo se tali da non ridurre lo spazio effettivamente fruibile.
  • Elementi 'compensativi' (ore fuori dalla cella, passeggiate) possono mitigare l'asprezza della detenzione ma non sostituiscono la necessità di verifiche puntuali sulle condizioni inframurarie: non possono essere valutati come automatico esonero dal rischio di trattamenti inumani se mancano dati specifici.
  • La prova del radicamento in Italia ai fini di impedire la consegna richiede documentazione precisa e non può essere intenzionalmente rilanciata dopo che la questione è stata definitivamente valutata dalla Corte di legittimità; esistono limiti di preclusione processuale.
  • In sede di Cassazione la sindacabilità delle decisioni sulla consegna è limitata a questioni di violazione di legge; tuttavia la Corte annullerà e rinvierà se la corte relativa non ha seguito i criteri di diritto consolidati (es. Sezioni Unite) o non ha acquisito informazioni essenziali.

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