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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15694/2023 del 05/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (debitore)

La controversia

Il ricorrente, dichiarato fallito in estensione come socio illimitatamente responsabile di una società in nome collettivo, aveva chiesto l'esdebitazione ex art. 142 l.fall. dopo la chiusura della procedura. Il tribunale aveva negato il beneficio e la corte d'appello aveva rigettato il reclamo, ritenendo insussistenti sia il presupposto soggettivo della meritevolezza sia quello oggettivo del parziale soddisfacimento dei creditori. In particolare, la corte territoriale aveva valorizzato: a) la presenza di gravi illeciti tributari nella gestione della società, risalenti a un periodo anteriore alla dichiarazione di fallimento; b) una percentuale di soddisfazione dei creditori ritenuta irrisoria, inferiore al 2%, con pagamento solo dei privilegiati. Con il ricorso per cassazione il debitore ha dedotto violazione e falsa applicazione degli artt. 12 preleggi e 142, 143 e 144 l.fall., censurando, da un lato, la valutazione di non meritevolezza perché fondata su condotte non rientranti nelle ipotesi tassative ostative previste dall'art. 142, comma 1, l.fall., e senza specifiche responsabilità personali; dall'altro, la valutazione del requisito oggettivo perché effettuata senza distinguere tra passività della società e passività personali del socio, e senza considerare correttamente l'attivo acquisito e realizzato nella procedura, con conseguente sottostima della percentuale di soddisfacimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto entrambi i motivi, ha cassato il decreto della Corte d'appello di Ancona e ha rinviato alla medesima Corte in diversa composizione. Ha ritenuto, quanto al requisito soggettivo, che i rilievi sulla meritevolezza erano stati formulati sulla base di condotte non riconducibili alle ipotesi tassative dell'art. 142, comma 1, l.fall., richiedendo una verifica ancorata alle specifiche cause ostative tipizzate dalla legge. Quanto al requisito oggettivo, ha osservato che la corte territoriale aveva calcolato la percentuale di soddisfazione dei creditori in modo non corretto, senza distinguere tra debiti sociali e debiti personali del socio e senza valorizzare adeguatamente l'attivo fallimentare acquisito e le somme consumate in prededuzione. Il giudice del rinvio dovrà quindi riesaminare in modo più approfondito se vi sia stato un soddisfacimento solo irrisorio dei creditori concorsuali, applicando un criterio coerente con il favor debitoris e tenendo conto che, nell'esdebitazione del socio illimitatamente responsabile, sono creditori concorsuali anche quelli della società.

Norme richiamate

  • art. 142 l.fall.

    primo comma; secondo comma; numeri da 1) a 6)

    Le cause ostative al beneficio dell'esdebitazione sono tassative e non possono essere ampliate oltre i casi tipizzati; il requisito oggettivo del parziale soddisfacimento va valutato secondo un criterio coerente con il favor debitoris, negando il beneficio solo se i creditori siano rimasti totalmente insoddisfatti o soddisfatti in misura affatto irrisoria.

  • art. 143 l.fall.

    Richiamato insieme all'art. 142 quale disciplina dell'esdebitazione e del relativo procedimento, senza autonome affermazioni di principio.

  • art. 144 l.fall.

    Richiamato insieme agli artt. 142 e 143 l.fall. nel perimetro normativo dell'esdebitazione.

  • art. 12 preleggi

    Invocato dal ricorrente nel motivo di ricorso per contestare l'interpretazione della disciplina dell'esdebitazione; non emerge una autonoma regula iuris specifica oltre al richiamo interpretativo complessivo.

  • art. 23 direttiva (UE) 2019/1023

    La direttiva conferma il favor dell'ordinamento unionale per l'esdebitazione e consente agli Stati membri di prevedere limitazioni o esclusioni solo entro limiti tassativi, riferiti a condotte disoneste o in malafede o a circostanze ben definite e debitamente giustificate.

Massime di principio

  • Le ipotesi ostative all'esdebitazione previste dalla legge fallimentare sono di stretta interpretazione e non possono essere estese a condotte non espressamente tipizzate, salvo che ricorrano specifiche responsabilità personali del debitore riconducibili alle cause legali di esclusione.
  • La valutazione del requisito oggettivo dell'esdebitazione deve essere compiuta considerando l'effettivo soddisfacimento dei creditori concorsuali alla luce di tutte le risultanze della procedura, non mediante un mero raffronto astratto tra passivo totale e attivo distribuito.
  • Nel caso di esdebitazione del socio illimitatamente responsabile fallito in estensione, ai fini della verifica del soddisfacimento dei creditori concorsuali vanno considerati anche i creditori sociali, poiché il credito insinuato nel fallimento della società si intende dichiarato per intero anche nel fallimento dei singoli soci.
  • La nozione di soddisfacimento 'irrisorio' deve essere riferita a percentuali talmente minime da risultare, in concreto, non significative ai fini del concetto di soddisfacimento, con valutazione da condurre in modo rigoroso ma coerente con il favor debitoris.
  • L'apprezzamento della meritevolezza nell'esdebitazione non può fondarsi su generici rilievi di mala gestio o irregolarità pregresse, ma deve ancorarsi alle tassative cause ostative previste dalla legge e, ove necessario, a specifici elementi allegati dagli organi della procedura.

Come è indicizzato

MaterieSovraindebitamento
RamiFallimentare / Crisi d'impresa
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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