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Sentenza

Sentenza n. 5162/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per l'ottemperanza delle sentenze del CONSIGLIO DI STATO - SEZ. VI n. 02212/2024, e n. 07734/2025, rese tra le parti,

Giustizia amministrativa202509541

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata corresponsione della rivalutazione monetaria prevista dalle sentenze del Consiglio di Stato oggetto di ottemperanza

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (società privata)

Prevale il privato

La controversia

La società ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell’art. 114 c.p.a. per ottenere l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato che avevano riconosciuto un risarcimento complessivo di 132.000 euro, oltre agli accessori indicati nella pronuncia ottemperanda, in relazione al danno derivante dall’illegittima sospensione di un’attività. Dopo il pagamento della somma capitale, la ricorrente ha lamentato la mancata corresponsione della rivalutazione monetaria, quantificata in 24.288 euro per il periodo dal 10 aprile 2020 al 2 dicembre 2025, chiedendo la condanna dell’amministrazione al pagamento della somma dovuta e la nomina di un commissario ad acta. L’amministrazione ha chiesto il rigetto, ma le sentenze da eseguire avevano espressamente previsto che il risarcimento fosse maggiorato della rivalutazione monetaria calcolata secondo l’indice medio dei prezzi al consumo ISTAT.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per ottemperanza. Ha ritenuto che le sentenze ottemperande imponessero con chiarezza la corresponsione della rivalutazione monetaria, sia perché lo prevedevano letteralmente, sia perché indicavano espressamente quale criterio di calcolo l’indice medio dei prezzi al consumo ISTAT. La spettanza dell’accessorio non poteva quindi essere rimessa in discussione in sede esecutiva. L’amministrazione è stata condannata al pagamento delle somme dovute a titolo di rivalutazione entro trenta giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione amministrativa della sentenza. Le spese del giudizio, liquidate in 3.000 euro oltre accessori, sono state poste a carico dell’amministrazione soccombente. Il dispositivo non specifica la nomina del commissario ad acta richiesta dalla ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, utilizzato per ottenere l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato.

  • art. 34, comma 4, c.p.a.

    Consente al giudice di individuare i criteri cui l’amministrazione deve attenersi per la determinazione del risarcimento; nel caso concreto, le sentenze ottemperande avevano imposto il pagamento del danno, maggiorato della rivalutazione monetaria secondo l’indice medio dei prezzi al consumo ISTAT.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando la sentenza da eseguire prevede espressamente che una somma risarcitoria sia maggiorata della rivalutazione monetaria, l’amministrazione è tenuta a corrispondere anche tale accessorio, non potendo limitarne l’esecuzione al solo capitale.
  • L’indicazione nella sentenza ottemperanda dell’indice medio dei prezzi al consumo ISTAT rende determinabile il criterio di calcolo della rivalutazione monetaria e vincola l’amministrazione nella fase esecutiva.
  • Il giudice dell’ottemperanza deve assicurare l’integrale esecuzione del comando giudiziale, senza consentire che l’amministrazione rimetta in discussione statuizioni già definite nella sentenza da eseguire.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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