Cassazione Penale, Sentenza n. 16470/2024 del 19/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La società ricorrente impugna l'ordinanza che ha rigettato l'incidente di esecuzione volto a ottenere la revoca dell'ordine di demolizione emesso con sentenza irrevocabile del 12/02/2001 nei confronti di Imperato Giuseppe. La ricorrente sostiene violazione dell'art. 42 Cost., dell'art. 1 del Protocollo della CEDU e del principio di affidamento incolpevole, dichiara di aver acquistato l'immobile nel 2008 in buona fede dall'Ing. Leasing Reating s.p.a., ignara dell'ordine di demolizione, con garanzie del venditore sull'assenza di opere abusive; contesta che l'ordine di demolizione non sia opponibile all'acquirente e lamenta l'assenza di annotazione nei registri immobiliari.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha confermato che l'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa ad effetto reale che accompagna la res e può essere rivolto anche al proprietario non responsabile dell'abuso, essendo finalizzato al ripristino del territorio e non dipendendo dall'elemento psicologico del responsabile. La Corte ha richiamato la giurisprudenza dominante che esclude tutela dell'affidamento del terzo anche per il lungo decorso del tempo e ha ritenuto non persuasive le richiamate pronunce della Corte EDU, richiamando decisioni costituzionali e di merito che ne negano efficacia vincolante. Inoltre la ricorrente non ha allegato l'atto di provenienza e il ricorso è risultato generico; conseguentemente è stata condannata alle spese e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.P.R. n. 380/2001, art. 31
I commi richiamati individuano destinatari congiunti della sanzione demolitoria il proprietario e il responsabile dell'abuso; la demolizione è sanzione ripristinatoria che può essere imposta anche al proprietario non autore dell'abuso.
d.P.R. n. 380/2001, art. 44, comma 2
Richiamata in relazione alla giurisprudenza della Corte EDU: la Corte Costituzionale ha escluso che la pronuncia Varvara costituisca precedente vincolante che legittimi censure costituzionali sull'art. 44.
Codice penale, art. 173
La Corte osserva che, per la natura della sanzione demolitoria, questa non si estingue per il decorso del tempo ai sensi di tale norma penale.
Disp. att. cod. proc. pen., art. 104, comma 1, lett. b
Il sequestro sui beni immobili si esegue con trascrizione, quindi una visura permette al terzo acquirente di conoscere l'esistenza di vincoli; ciò rileva sul tema della buona fede dell'acquirente.
Cod. proc. pen., art. 616
Stabilisce le conseguenze economiche per la declaratoria di inammissibilità del ricorso, applicata dalla Corte per spese e somma da versare alla Cassa delle ammende.
Costituzione, art. 42
Richiamato dal ricorrente come parametro invocato, ma la Corte non ha ritenuto che le censure siano sufficienti a contrastare la consolidata interpretazione che ammette l'ordine demolitorio anche contro il proprietario non responsabile.
Convenzione europea dei diritti dell'uomo, Protocollo 1, art. 1
Richiamato dal ricorrente tramite la giurisprudenza CEDU; la Corte ritiene tale richiamo non idoneo a sovvertire la giurisprudenza nazionale che qualifica la demolizione come sanzione reale ripristinatoria.
Massime di principio
- L'ordine di demolizione per abuso edilizio ha natura 'reale' e accompagna la cosa: può essere eseguito anche nei confronti del proprietario che non ha materialmente commesso l'abuso.
- L'acquisizione in buona fede dell'immobile non esime il nuovo proprietario dall'obbligo di ottemperare all'ordine di demolizione; il rimedio della parte è la rivalsa civile o il recupero nei confronti del venditore, non l'esenzione dall'ordine.
- Il lungo decorso del tempo non consolida una situazione di fatto abusiva né impedisce l'adozione o l'esecuzione dell'ordine demolitorio; la prescrizione ordinaria non opera per tale sanzione ripristinatoria.
- I terzi acquirenti devono sempre verificare visure e trascrizioni (sequestro, gravami) prima della compravendita; la trascrizione dei provvedimenti cautelari rende opponibile il vincolo ai successivi acquirenti.
- In sede di impugnazione è essenziale confrontarsi in modo specifico con la giurisprudenza consolidata e depositare gli atti rilevanti (es. atto di provenienza); la genericità e la mancata allegazione documentale possono determinare l'inammissibilità del ricorso.
- Le pronunce CEDU non modificano automaticamente l'orientamento interno: va valutato il loro stato di consolidamento e l'effetto rispetto alla giurisprudenza costituzionale e di legittimità nazionale.
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