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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25165/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale di S. Maria Capua Vetere che aveva annullato il decreto del GIP del Tribunale di Napoli Nord, che il 19/7/2022 aveva disposto, ai sensi dell'art. 640 quater c.p., il sequestro preventivo diretto e per equivalente del profitto del reato di truffa aggravata (limite euro 6.414,00). Il P.M. contestava la decisione di riesame perché, a suo avviso, il Tribunale aveva erroneamente escluso il fumus del reato ex art. 640, comma 2, c.p., omettendo di considerare plurimi elementi indiziari presenti nel fascicolo: note del Segretario Generale ai responsabili di area e agli organi di governo che segnalavano criticità non risolte, cancellazioni di dati dai database comunali, chat del responsabile del personale (Pignata Enrico) che indicherebbero una strategia di copertura, anomalie e sistematiche eccedenze nelle ore di integrazione riconosciute al ricorrente in assenza di delibere di giunta e senza autorizzazioni formali, nonché l'impossibilità di ricondurre le prestazioni a smart working per il settore demografico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto per motivi non consentiti. Ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 325, comma 1, c.p.p., contro le ordinanze emesse in sede di riesame delle misure cautelari reali il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge; il ricorrente invece aveva formulato censure di merito sulla valutazione degli elementi indiziari e sulla motivazione del Tribunale, questioni che costituiscono sindacato di fatto non ammissibile in questa sede. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata che ammette il controllo in Cassazione solo per vizi di diritto o per vizi motivazionali talmente radicali da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza e completezza, e ha ritenuto che tale soglia non fosse raggiunta nel caso di specie.

Norme richiamate

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce che contro le ordinanze di riesame delle misure cautelari reali il ricorso per cassazione è ammesso esclusivamente per violazione di legge; limita quindi l'oggetto del sindacato di legittimità a profili di diritto, escludendo in linea di principio le censure di merito sulla valutazione degli elementi indiziari.

  • art. 640, comma 2, cod. pen.

    Disposizione relativa alla truffa aggravata; nella pronuncia la questione della sussistenza del fumus del reato ex art. 640 è trattata come valutazione di merito non sindacabile in Cassazione se non per violazione di legge.

  • art. 640‑quater, cod. pen.

    Norma che consente il sequestro preventivo diretto e per equivalente del profitto del reato; il decreto di sequestro del GIP era stato adottato ai sensi di questa disposizione e poi annullato in sede di riesame.

  • Giurisprudenza di legittimità (selezione richiamata dalla Corte)

    Sez. U., n. 25932 del 29/05/2008; Sez. 3, n. 4919 del 14/07/2016; Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017

    Principio consolidato secondo cui nella nozione di 'violazione di legge' rientrano anche gli errores in iudicando/in procedendo e i vizi motivazionali talmente gravi da rendere la motivazione incomprensibile o del tutto mancante; tuttavia laddove il ricorso limiti le censure alla valutazione degli indizi, esso è inammissibile.

Massime di principio

  • Avverso ordinanze di riesame sulle misure cautelari reali il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge: non proporre censure esclusivamente di merito o sulla valutazione degli indizi.
  • Se si vuole impugnare la motivazione del giudice di merito in Cassazione occorre dimostrare un vizio di motivazione talmente radicale da costituire una violazione di legge (assenza totale di motivazione o incoerenza insanabile).
  • Le contestazioni relative alla valutazione probatoria, alla credibilità delle fonti o alla consistenza del fumus sono in genere sindacabili solo in sede di merito; strutturare i motivi di ricorso in termini di diritto (errata applicazione normativa, vizio procedurale) per renderli ammissibili.
  • Documentare e portare in primo grado e in riesame eventuali errori procedurali o violazioni formali che costituiscano questioni giuridiche identificabili agevolmente in Cassazione (es. omissione dell'applicazione di una norma vincolante).
  • In fase cautelare, differenziare chiaramente le argomentazioni di fatto da quelle di diritto e, se si ritiene insufficiente la motivazione, indicare puntualmente in che modo questa manca dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.

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