Cassazione Penale, Sentenza n. 32619/2022 del 05/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il difensore ha chiesto la restituzione in termini ex art. 175 c.p.p. per poter impugnare la sentenza della Corte d'appello di Milano del 19/11/2020, sostenendo che l'omessa impugnazione fosse dovuta a forza maggiore: una comunicazione fuorviante della cancelleria della Corte d'appello del 20/11/2020 che indicava il verdetto come "non doversi procedere per prescrizione", mentre in realtà la sentenza confermava la condanna per il delitto di cui all'art. 496 c.p.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che l'errore di comunicazione della cancelleria non integri il caso di forza maggiore ai sensi dell'art. 175 c.p.p., poiché la forza maggiore richiede un impedimento assoluto, invincibile e derivante da cause esterne che renda impossibile l'uso degli strumenti processuali a disposizione. Inoltre è stato osservato che l'imputato e il difensore erano presenti all'udienza e che il difensore, avvedutosi dell'incongruenza, avrebbe potuto acquisire copia del dispositivo o consultare la cancelleria o il fascicolo per conoscere tempestivamente il contenuto della decisione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 175 cod. proc. pen.
L'art. 175 c.p.p. è stato interpretato nel senso che la restituzione in termini per caso fortuito o forza maggiore è ammessa solo quando l'impedimento sia assoluto, invincibile, esterno e tale da rendere impossibile l'uso dei mezzi che il codice mette a disposizione del difensore per compiere l'attività processuale.
art. 496 cod. pen.
La norma è richiamata come titolo di reato per cui il ricorrente era stato condannato; dal testo della sentenza non emerge una specifica interpretazione sostanziale della norma.
Massime di principio
- L'errore o la comunicazione fuorviante della cancelleria, di per sé, difficilmente costituisce forza maggiore ai fini della restituzione in termini: occorre dimostrare un impedimento assoluto e invincibile.
- Se il difensore è presente all'udienza o comunque può accedere agli atti, si richiede una diligenza normale: verificare il dispositivo, acquisirne copia o consultare la cancelleria/fascicolo prima di rinunciare all'impugnazione.
- Per ottenere la restituzione dei termini ex art. 175 c.p.p. è necessario documentare tempestivamente l'impedimento e dimostrare che è stato impossibile utilizzare gli strumenti processuali previsti per agire (es. impossibilità fisica, eventi straordinari).
- In situazioni di dubbio causate da comunicazioni ufficiali errate, il difensore deve adottare misure attive e verifiche (richiesta copia motivata del dispositivo, accesso agli atti) e, se ne ricorrono i presupposti, proporre istanza di restituzione immediatamente.
- La giurisprudenza richiede un elevato grado di inevitabilità dell'evento impeditivo: cause ordinarie o verificabili con un minimo di indagine non sono sufficienti per ottenere la riapertura dei termini.
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