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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13899/2024 del 20/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente locale)

La controversia

Un ente locale aveva contestato dinanzi al giudice tributario un avviso di pagamento emesso da un consorzio di bonifica per il contributo dovuto per lo scarico, nei canali consortili, di acque meteoriche e di acque depurate provenienti da insediamenti di varia natura, ai sensi della normativa regionale richiamata nell'avviso. Il giudice tributario aveva declinato la giurisdizione a favore del giudice ordinario, qualificando il prelievo come canone di matrice negoziale. Riassunto il giudizio davanti al tribunale ordinario competente per territorio, questo aveva a sua volta declinato la competenza in favore del Tribunale regionale delle acque pubbliche, senza adeguata motivazione. Il Tribunale regionale delle acque pubbliche, investito nuovamente della causa, ha sollevato d'ufficio regolamento di competenza alla Corte di cassazione, sostenendo che la controversia non riguardasse derivazione o utilizzazione di acque pubbliche, ma mero sversamento di acque meteoriche e di scarico, dunque estraneo alla cognizione del giudice specializzato. La Procura generale ha chiesto l'accoglimento del regolamento e la declaratoria di competenza del tribunale ordinario di Santa Maria Capua Vetere.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il regolamento di competenza d'ufficio e ha dichiarato competente il Tribunale ordinario di Santa Maria Capua Vetere. Ha ritenuto che il contributo controverso riguardasse lo sversamento di acque meteoriche e depurate in canali consortili, non la derivazione o utilizzazione di acque pubbliche né altre controversie rientranti nella competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche. Ha quindi escluso la competenza del giudice specializzato, affermando quella del giudice ordinario. Le spese sono state rimesse al merito.

Norme richiamate

  • art. 45 c.p.c.

    richiamato quale base del regolamento di competenza d'ufficio

  • art. 47, comma 4, c.p.c.

    richiamato quale norma procedurale per la richiesta di regolamento di competenza d'ufficio

  • art. 1 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775

    le acque pubbliche sono solo quelle sorgenti, fluenti o lacuali idonee a soddisfare un pubblico e generale interesse; le acque meteoriche e i liquami destinati al mero smaltimento non vi rientrano

  • art. 140 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775

    la competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche riguarda controversie relative ai diritti connessi a derivazioni, utilizzazioni di acqua pubblica e opere idrauliche, non lo sversamento di acque non qualificabili come pubbliche

  • art. 13 L.R. n. 4/2003

    menzionato come base dell'avviso di pagamento impugnato, senza specifica interpretazione autonoma nella decisione

Massime di principio

  • La competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche va circoscritta alle controversie che investono diritti relativi a derivazione, utilizzazione o disciplina delle acque pubbliche e delle opere idrauliche ad esse collegate.
  • Le acque meteoriche e i liquami convogliati in fognatura o destinati al mero smaltimento non assumono, di regola, natura di acque pubbliche solo perché confluiscono in canali o condotte di bonifica.
  • Quando il prelievo richiesto dal consorzio riguarda un corrispettivo per lo sversamento di acque meteoriche o depurate e non l'uso pubblico della risorsa idrica, la controversia appartiene al giudice ordinario.
  • Il giudice che declina la competenza deve indicarne le ragioni; in difetto, la questione può essere risolta in sede di regolamento di competenza d'ufficio dalla Corte di cassazione.

Come è indicizzato

MaterieCompetenza
RamiProcesso civileDiritti reali
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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